Una nuova sequenza di minacce ha costretto gli aeroporti europei ad attivare le procedure di sicurezza, modificando le rotte di alcuni aerei e facendo decollare i caccia militari. Almeno 25 voli passeggeri sono stati interessati dagli allarmi di giovedì 5 novembre, a pochi giorni da episodi analoghi. Le verifiche finora comunicate non hanno portato al ritrovamento di esplosivi, ma ogni segnalazione ha richiesto controlli e interventi precauzionali.
Tra i collegamenti coinvolti figura il volo Aer Lingus EI402 da Dublino a Roma Fiumicino, partito nella prima mattinata e deviato verso la base aerea militare di Évreux, in Normandia. L’aereo è atterrato in sicurezza dopo l’allerta. Aer Lingus ha spiegato che il cambio di destinazione è stato disposto come misura precauzionale e che la compagnia avrebbe lavorato per consentire ai passeggeri di raggiungere Roma appena possibile. L’ufficio del primo ministro francese ha confermato di seguire la situazione. L’episodio ha così trasformato un normale collegamento tra due capitali europee in un’operazione di sicurezza su uno scalo militare.
Un altro allarme ha riguardato il Finnair AY1761 da Helsinki a Roma, accompagnato dai jet dell’Aeronautica militare fino all’atterraggio a Fiumicino, avvenuto intorno alle 9.30. Una volta a terra, il velivolo è stato sottoposto alle verifiche previste. La responsabile della comunicazione della compagnia, Stiina Tuunanen, ha confermato che la minaccia si è rivelata falsa e che a bordo non è stato trovato nulla di anomalo. Anche il collegamento Finnair da Helsinki a Vienna, operato da Jettime, ha ricevuto una minaccia poi risultata infondata: l’aereo ha raggiunto regolarmente la destinazione.
L’Italia compare nella successione degli episodi anche attraverso diversi collegamenti con Milano Malpensa. Un volo Wizz Air diretto a Varsavia è stato deviato a Vienna per consentire gli accertamenti. Segnalazioni hanno interessato inoltre due aerei in arrivo nello scalo lombardo, un Aegean Airlines proveniente da Salonicco e un Ryanair decollato da Porto, entrambi atterrati regolarmente. Anche un collegamento Wizz Air da Malpensa a Bucarest è stato coinvolto nell’ondata di allarmi. Gli interventi hanno richiesto il coordinamento tra compagnie, personale aeroportuale e forze di sicurezza nei diversi Paesi interessati.
A Praga, la polizia ha predisposto controlli su quattro aerei diretti all’aeroporto Václav Havel, dopo aver ricevuto una minaccia relativa alla presenza di ordigni a bordo. Le autorità ceche hanno spiegato di aver attivato le misure necessarie cercando di limitare le conseguenze sui viaggiatori e sull’attività dello scalo. Gli accertamenti non hanno rilevato elementi sospetti. È una delle caratteristiche di questa nuova giornata di allerta: minacce poi risultate infondate hanno comunque imposto l’impiego di squadre specializzate e verifiche sui velivoli.
La nuova ondata segue quella di martedì 3 novembre, quando diversi voli europei erano già stati sottoposti a controlli per segnalazioni analoghe, senza il ritrovamento di esplosivi. La vicinanza temporale degli episodi pone ora il problema di accertarne l’origine e gli eventuali collegamenti. Il commissario europeo ai Trasporti, Apostolos Tzitzikostas, ha però sottolineato che è ancora troppo presto per stabilire se le minacce siano collegate. Al momento, quindi, non è accertata una regia comune: la ripetizione degli allarmi è un fatto, mentre l’identificazione dei responsabili e delle loro motivazioni resta affidata alle indagini. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
