Carburanti, l’Italia diventa tra i Paesi più convenienti d’Europa: prezzi molto più bassi di Francia e Germania

Con il price cap di Eni, benzina a 1,990 euro e diesel a 2,190 euro al litro: l’Italia diventa uno dei Paesi più convenienti tra le grandi economie europee, con prezzi nettamente inferiori a quelli di Francia e Germania.

Il nuovo tetto introdotto da Eni porta il prezzo della benzina a 1,990 euro al litro e quello del diesel a 2,190 euro nella rete Enilive. Tra le principali economie europee soltanto la Spagna presenta valori inferiori, mentre il divario a favore degli automobilisti italiani diventa particolarmente ampio nel confronto con Francia, Germania e Paesi Bassi.

Mentre il petrolio torna a correre sui mercati internazionali e i prezzi dei carburanti aumentano in quasi tutta Europa, l’Italia si ritrova, almeno negli impianti interessati dal nuovo tetto Eni, in una posizione decisamente più favorevole rispetto alle altre grandi economie del continente. Dal 28 settembre, infatti, nelle stazioni della rete Enilive la benzina non può superare 1,990 euro al litro, mentre per il gasolio è stato fissato un limite massimo di 2,190 euro al litro.

La misura avrà una durata iniziale di 30 giorni, ma potrà essere prorogata fino alla fine dell’anno in base all’andamento del mercato e alle condizioni degli approvvigionamenti. Eni ha spiegato che l’intervento è collegato all’agevolazione fiscale sulle accise e permette di mantenere i prezzi circa 17 centesimi al litro sotto i livelli medi registrati in Italia.

In Italia prezzi molto più bassi rispetto a Francia e Germania

Il confronto con le principali economie europee mostra con particolare chiarezza l’effetto del price cap. In Francia la benzina ha raggiunto 2,162 euro al litro e il diesel 2,396 euro, mentre in Germania si pagano rispettivamente 2,291 e 2,450 euro al litro.

Rispetto alla Francia, quindi, nelle stazioni Enilive italiane la benzina costa 17,2 centesimi in meno al litro e il diesel 20,6 centesimi in meno. Il divario con la Germania è ancora più consistente: 30,1 centesimi in meno sulla benzina e 26 centesimi in meno sul gasolio.

Su un pieno da 50 litri significa risparmiare, rispetto ai prezzi tedeschi, circa 15 euro per un’auto a benzina e 13 euro per una diesel. Nel confronto con la Francia, invece, il vantaggio è rispettivamente di circa 8,60 e 10,30 euro per ogni pieno.

Anche i Paesi Bassi risultano nettamente più costosi dell’Italia: la benzina raggiunge 2,437 euro e il gasolio 2,493 euro al litro, con una differenza rispetto al tetto Eni di 44,7 centesimi sulla benzina e 30,3 centesimi sul diesel.

Tra le grandi economie dell’Europa continentale soltanto la Spagna mantiene prezzi inferiori a quelli fissati da Eni, con la benzina a 1,936 euro e il diesel a 1,944 euro al litro. L’Italia, tuttavia, si colloca nettamente davanti a Germania, Francia, Paesi Bassi e anche Portogallo, diventando uno dei Paesi più convenienti dell’Europa occidentale per gli automobilisti che possono rifornirsi negli impianti Enilive.

Benzina e diesel in Europa: tutti i prezzi

Ecco l’elenco completo dei prezzi indicati per i diversi Paesi europei, espressi in euro al litro:

  • Norvegia: benzina 2,755 €/l, diesel 2,632 €/l
  • Danimarca: benzina 2,540 €/l, diesel 2,733 €/l
  • Paesi Bassi: benzina 2,437 €/l, diesel 2,493 €/l
  • Svizzera: benzina 2,283 €/l, diesel 2,589 €/l
  • Finlandia: benzina 2,297 €/l, diesel 2,468 €/l
  • Germania: benzina 2,291 €/l, diesel 2,450 €/l
  • Francia: benzina 2,162 €/l, diesel 2,396 €/l
  • Albania: benzina 2,146 €/l, diesel 2,409 €/l
  • Grecia: benzina 2,208 €/l, diesel 2,236 €/l
  • Belgio: benzina 1,990 €/l, diesel 2,435 €/l
  • Portogallo: benzina 2,118 €/l, diesel 2,221 €/l
  • Austria: benzina 1,935 €/l, diesel 2,250 €/l
  • Italia con tetto Eni: benzina 1,990 €/l, diesel 2,190 €/l
  • Lettonia: benzina 1,980 €/l, diesel 2,157 €/l
  • Lituania: benzina 1,868 €/l, diesel 2,161 €/l
  • Lussemburgo: benzina 1,859 €/l, diesel 2,125 €/l
  • Romania: benzina 1,903 €/l, diesel 2,070 €/l
  • Irlanda: benzina 1,904 €/l, diesel 1,999 €/l
  • Spagna: benzina 1,936 €/l, diesel 1,944 €/l
  • Polonia: benzina 1,828 €/l, diesel 2,012 €/l
  • Repubblica Ceca: benzina 1,834 €/l, diesel 1,998 €/l
  • Slovenia: benzina 1,757 €/l, diesel 2,022 €/l
  • Slovacchia: benzina 1,818 €/l, diesel 1,934 €/l
  • Estonia: benzina 1,902 €/l, diesel 1,833 €/l
  • Ungheria: benzina 1,739 €/l, diesel 1,947 €/l
  • Croazia: benzina 1,745 €/l, diesel 1,930 €/l
  • Svezia: benzina 1,569 €/l, diesel 2,036 €/l
  • Bulgaria: benzina 1,659 €/l, diesel 1,916 €/l
  • Malta: benzina 1,347 €/l, diesel 1,216 €/l

Il tetto Eni cambia la posizione dell’Italia in Europa

Senza il tetto applicato da Eni, il quadro italiano sarebbe molto diverso. I dati del Ministero delle Imprese e del Made in Italy aggiornati al 28 settembre indicano, sulla rete stradale nazionale in modalità self-service, un prezzo medio di 2,152 euro al litro per la benzina e di 2,369 euro per il gasolio. Sulle autostrade le medie salgono rispettivamente a 2,214 e 2,420 euro al litro.

Il confronto europeo favorevole all’Italia riguarda quindi nello specifico i carburanti venduti negli impianti Enilive interessati dal price cap e non l’intera rete nazionale. Proprio questo intervento permette però agli automobilisti italiani di acquistare benzina e diesel a prezzi inferiori rispetto a quelli pagati in Francia e Germania, ribaltando almeno temporaneamente la posizione tradizionale dell’Italia, storicamente penalizzata dall’elevato peso di accise e IVA.

La convenienza risulta evidente soprattutto per il diesel: con il limite di 2,190 euro, l’Italia si colloca sotto Austria, Portogallo, Grecia, Francia, Albania, Belgio, Germania, Finlandia, Paesi Bassi, Svizzera, Norvegia e Danimarca. Anche per la benzina il prezzo Eni risulta inferiore a quello di numerosi Paesi dell’Europa occidentale e settentrionale.

Resta ora da capire se l’iniziativa produrrà un effetto concorrenziale sull’intero mercato italiano, inducendo anche gli altri operatori a ridurre i propri listini. In una fase caratterizzata da petrolio in rialzo, difficoltà nella raffinazione e aumento dei costi logistici, il tetto Eni offre comunque all’Italia una condizione nettamente più favorevole rispetto a Francia e Germania e la colloca, per la prima volta dopo molto tempo, tra le grandi economie europee con i carburanti meno costosi. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!