Torna l’Ora Solare, 5 effetti sul tuo corpo e sul pianeta che pochi conoscono

Un’ora in più sembra un regalo, ma il cambio delle lancette tocca sonno, abitudini e consumi: dietro il rito autunnale ci sono effetti reali e convinzioni che la scienza invita a riconsiderare.

Quando le lancette torneranno indietro e il pomeriggio sembrerà finire improvvisamente prima, il cambiamento più evidente sarà nelle nostre abitudini, mentre l’organismo dovrà ritrovare il suo equilibrio tra luce, riposo e impegni quotidiani. Il ritorno all’ora solare, previsto per l’ultima domenica di ottobre, offre la possibilità di dormire più a lungo per una notte, ma apre anche una questione meno immediata: quanto conta l’orario segnato dall’orologio per il nostro benessere?

In Italia il passaggio avverrà nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre 2026, quando alle 3 le lancette dovranno essere riportate alle 2. Terminerà così il periodo di ora legale iniziato il 29 marzo, secondo il calendario stabilito dalla Commissione europea. Il successivo cambio è previsto per domenica 28 marzo 2027, con il ritorno all’orario estivo. L’ora aggiuntiva di ottobre permette di prolungare il riposo, ma non garantisce che tutti dormiranno sessanta minuti in più: chi si sveglia spontaneamente potrebbe continuare a farlo seguendo il proprio ritmo abituale.

Il primo effetto riguarda il rapporto tra luce naturale e orologio biologico. Il ritmo circadiano, il sistema interno che scandisce nell’arco delle ventiquattro ore sonno, veglia e numerose funzioni dell’organismo, utilizza l’alternanza tra luce e buio come riferimento. L’American Academy of Sleep Medicine sostiene, nel documento pubblicato sul Journal of Clinical Sleep Medicine nel 2024, che l’ora solare permanente sarebbe la soluzione più favorevole alla salute e alla sicurezza perché mantiene gli orari civili maggiormente allineati al ciclo del Sole. È una posizione scientifica sul rapporto tra tempi sociali e biologia, che non significa però avere l’alba alla stessa ora ovunque: stagione e posizione geografica continuano a determinare quando arriva la luce.

Il secondo effetto è il possibile disallineamento temporaneo delle abitudini, spesso descritto come un piccolo jet lag. La transizione autunnale è generalmente più semplice da affrontare rispetto a quella primaverile, quando si perde un’ora, ma anche riportare indietro l’orologio modifica il rapporto tra gli impegni quotidiani e i segnali che regolano il corpo. Fame, sonnolenza e risveglio possono presentarsi a un orario diverso da quello atteso. Per accompagnare il passaggio, l’American Academy of Sleep Medicine e la Coalition for Permanent Standard Time suggeriscono di spostare leggermente più avanti pasti e attività nei giorni precedenti, mantenere una routine di riposo regolare ed esporsi alla luce naturale del mattino dopo il cambio.

Il terzo aspetto riguarda il cuore, ma qui le conclusioni richiedono cautela. Non è corretto presentare come un beneficio certo e generalizzabile una diminuzione del 5% degli infarti il lunedì successivo al ritorno all’ora solare. Una revisione sistematica con metanalisi pubblicata nel 2024 su Deutsches Ärzteblatt International, basata su dodici studi condotti in dieci Paesi, ha individuato un possibile aumento del rischio dopo il passaggio primaverile, con differenze rilevanti tra le ricerche, senza riscontrare un cambiamento significativo dopo quello autunnale. Gli studi osservazionali, inoltre, possono rilevare associazioni, ma non dimostrano automaticamente che lo spostamento delle lancette sia la causa degli eventi registrati.

A rendere il quadro meno netto contribuisce uno studio pubblicato nel 2025 su JAMA Network Open, al quale hanno partecipato ricercatori della Duke University. L’analisi ha esaminato 168.870 pazienti in 1.124 ospedali statunitensi, utilizzando i dati di un registro relativo al periodo 2013-2022, e ha confrontato gli infarti registrati nelle settimane del cambio d’ora con quelli delle settimane precedenti e successive. Non sono emerse differenze statisticamente significative nell’incidenza, né per la transizione primaverile né per quella autunnale. Il risultato non elimina ogni interrogativo, ma impedisce di trasformare l’ora aggiuntiva di ottobre in una promessa di protezione cardiovascolare.

Il quarto effetto interessa consumi elettrici ed emissioni, attraverso la diversa distribuzione della luce rispetto alle attività umane. Nel comunicato del 25 marzo, Terna ha stimato per i mesi di ora legale del 2026 un risparmio di circa 302 milioni di chilowattora, equivalente al fabbisogno medio annuo di 115mila famiglie, con un beneficio economico di circa 80 milioni di euro e minori emissioni per 142mila tonnellate di CO₂. Sono stime riferite al periodo estivo, non un bilancio definitivo né una previsione degli effetti dell’ora legale mantenuta anche in inverno. Non consentono quindi di calcolare automaticamente quanto costerà il ritorno all’ora solare alla singola famiglia.

Il quinto elemento è astronomico: il cambio d’ora non riduce la durata della luce diurna. Il 25 ottobre alba e tramonto verranno indicati dall’orologio un’ora prima, mentre l’accorciamento delle giornate continuerà a dipendere dal ciclo stagionale. Come spiega la NASA, l’inclinazione dell’asse terrestre, di circa 23,4 gradi rispetto alla perpendicolare al piano orbitale, fa variare durante l’anno l’esposizione dei due emisferi al Sole. In autunno, nell’emisfero settentrionale, il percorso apparente del Sole si abbassa e le ore di luce diminuiscono progressivamente verso il solstizio d’inverno: spostare le lancette modifica il nostro calendario quotidiano, senza cambiare questo meccanismo.

Intanto, l’abolizione del doppio cambio annuale resta una proposta senza attuazione definitiva. Il Consiglio dell’Unione europea precisa che il sistema attuale rimane in vigore e che non è stato fissato un calendario per la decisione finale. Il voto del Parlamento europeo del 2019 non è quindi bastato a cancellare l’appuntamento: anche quest’autunno dovremo riportare indietro gli orologi, mentre continua il confronto su quale orario mantenere durante tutto l’anno. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!