Via libera al Nuovo Codice della strada: dalle multe alle patenti, ecco cosa cambia

Multe, patente e controlli: il nuovo testo promette cambiamenti nelle abitudini di chi guida, ma il primo via libera non rende ancora operative le nuove regole. Ecco le misure da conoscere.

Dal verbale che arriva a casa dopo un controllo a distanza alla patente da esibire durante un posto di blocco, la revisione del Codice della strada interviene su alcune delle situazioni più comuni per chi guida, affiancando alle semplificazioni un irrigidimento delle misure contro i comportamenti considerati più pericolosi.

Il Consiglio dei ministri del 13 ottobre 2026 ha approvato in esame preliminare lo schema di decreto legislativo che introduce il nuovo Codice, in attuazione della delega contenuta nella legge 177 del 2024. Il provvedimento è destinato a sostituire il testo del 1992, ma l’approvazione preliminare non coincide con l’entrata in vigore: le novità annunciate devono ancora completare il percorso previsto prima di diventare applicabili. È una distinzione essenziale, soprattutto per le disposizioni che riguardano i documenti da portare con sé e la circolazione in autostrada.

Sul fronte economico, il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti indica una riduzione di diversi importi attraverso un arrotondamento al ribasso. I minimi delle sanzioni oggi fissati a 26 e 42 euro passerebbero rispettivamente a 25 e 40 euro, mentre quelli da 83 e 87 euro verrebbero portati a 80 euro. Il testo prevede inoltre la sospensione dell’adeguamento automatico biennale all’inflazione. Si tratta dunque di diminuzioni contenute negli esempi illustrati dal ministero, accompagnate dal blocco del meccanismo di aggiornamento degli importi.

Per chi riceve una multa, una modifica significativa riguarda invece il tempo entro il quale deve arrivare il verbale. Secondo quanto comunicato dal Mit, i Comuni avrebbero 45 giorni, anziché 90, per notificare le violazioni accertate da remoto e senza contestazione immediata. La riduzione riguarda quindi questa specifica modalità di accertamento: non va interpretata come un termine unico valido indistintamente per qualsiasi contravvenzione. Il ministero presenta l’intervento come una tutela per il conducente e per l’esercizio del diritto alla difesa.

Alla diminuzione di alcuni importi si accompagna una stretta per chi viaggia senza copertura assicurativa, con la previsione di un divieto di circolazione a tempo indeterminato. Il testo introduce inoltre l’obbligo di assicurazione secondo le regole italiane per i veicoli stranieri che circolano nel Paese per più di 30 giorni, insieme alla riscossione coattiva delle somme non pagate dagli utenti stranieri. Nella presentazione del provvedimento, il Mit richiama anche sanzioni più severe per chi conduce autobus o mezzi destinati al trasporto di scolari e studenti senza possedere i requisiti necessari.

Un altro cambiamento riguarda patente e documenti di circolazione: verrebbe superato l’obbligo di avere con sé le versioni cartacee, perché gli organi di polizia potrebbero effettuare le verifiche attraverso i sistemi telematici. Per il trasporto professionale, il ministero annuncia inoltre l’innalzamento da 68 a 70 anni del limite anagrafico riferito alle patenti del gruppo 2, cioè C1, C1E, C, CE, D1, D1E, D e DE, mantenendo l’obbligo di verifica biennale. La misura interessa dunque le abilitazioni utilizzate per camion e autobus.

Le disposizioni sulle due ruote prevedono la possibilità per i motociclisti di utilizzare la corsia di emergenza in autostrada in caso di incidenti o rallentamenti, secondo le condizioni che saranno definite dal testo applicabile. Per i cosiddetti cicli a propulsione, tra i quali il ministero cita mezzi utilizzati dai rider, sono annunciati l’obbligo del casco e del contrassegno. Per i monopattini elettrici viene invece prevista l’interdizione della circolazione quando costituiscono un intralcio o un pericolo per i pedoni.

Il provvedimento interviene infine sul Contrassegno unificato disabili europeo, il CUDE, imponendo a tutti i Comuni l’adesione alla piattaforma nazionale per garantirne il riconoscimento sull’intero territorio italiano. Per gli enti inadempienti è prevista l’impossibilità di utilizzare i dispositivi di accertamento a distanza per le violazioni relative alla sosta riservata e alle Zone a traffico limitato. La semplificazione viene così accompagnata da una conseguenza concreta per le amministrazioni che non si adeguano al sistema nazionale. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!