Mentre torna alla Camera la proposta di eliminare il cambio dell’ora, l’idea di conservare pomeriggi più luminosi deve fare i conti con ciò che accadrebbe dall’altra parte della giornata: in inverno il sole sorgerebbe un’ora più tardi, quando milioni di italiani sono già a scuola o al lavoro.
Oggi, giovedì 15 ottobre, vengono presentati i risultati dell’indagine conoscitiva della Commissione Attività produttive, commercio e turismo. L’iniziativa sostenuta dalla Società Italiana di Medicina Ambientale e da Consumerismo No Profit, promotrici di una petizione con quasi 360mila firme, punta a riaprire il confronto europeo. Ma il consenso sul superamento dei cambi stagionali non equivale a un accordo sull’ora legale permanente: resta aperta anche l’alternativa dell’ora solare tutto l’anno.
La criticità più evidente riguarda proprio le mattine invernali. Per capire la differenza basta aggiungere un’ora agli orari astronomici attuali: il 15 dicembre 2026, con l’ora legale, il sole sorgerebbe alle 8:56 a Milano, anziché alle 7:56, e alle 8:30 a Roma, anziché alle 7:30. Studenti e pendolari trascorrerebbero quindi una parte maggiore degli spostamenti prima del sorgere del sole. La luce guadagnata nel pomeriggio verrebbe sottratta al mattino: le ore complessive di illuminazione naturale rimarrebbero identiche.
Non è soltanto una questione di comodità. La luce mattutina aiuta a sincronizzare l’orologio biologico, che regola sonno e veglia. L’American Academy of Sleep Medicine sostiene per questo l’ora solare permanente: ritardare l’esposizione alla luce può rendere più difficile svegliarsi e favorire uno sfasamento tra i ritmi dell’organismo e gli obblighi quotidiani, con conseguenze sul sonno e sulla vigilanza. Eliminare i due cambi annuali, dunque, non risolve automaticamente ogni problema legato all’orario scelto.
Anche i benefici energetici dell’estensione all’inverno andrebbero verificati: al minor bisogno di illuminazione pomeridiana si contrapporrebbe quello delle mattine più buie. Per ora non è stata approvata alcuna abolizione e il negoziato europeo resta incompleto. Nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre 2026, alle 3, le lancette torneranno quindi alle 2. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
