Mentre ottobre entra nella sua seconda metà, le proiezioni per novembre 2026 delineano un’Italia ancora esposta alla mitezza, ma con condizioni favorevoli anche al ritorno delle perturbazioni e del maltempo autunnale.
La tendenza aggiornata al 19 ottobre indica temperature mensili generalmente superiori alla norma di 1-1,5°C, con un segnale abbastanza uniforme dal Nord al Sud, comprese Sardegna e Sicilia; in alcune aree, non ulteriormente localizzate, lo scarto risulterebbe più contenuto, intorno a 0,5-1°C.
Questi valori esprimono una differenza rispetto al clima di riferimento, senza indicare le temperature massime o minime che si registreranno nelle singole città. Le proiezioni stagionali, come chiarisce ECMWF, descrivono infatti anomalie e probabilità su periodi estesi: un risultato mensile sopra la norma può comprendere giornate con caratteristiche molto diverse fra loro.
Sul fronte delle precipitazioni, emerge una maggiore probabilità di quantitativi superiori alla media sulle regioni settentrionali e su alcuni settori tirrenici, associata a passaggi atlantici potenzialmente più frequenti. Sul versante adriatico e in parte delle Isole maggiori, invece, il segnale rimane più vicino alla normalità, senza indicazioni nette di siccità o piovosità eccessiva.
Il quadro lascia spazio a fasi perturbate intense, temporanei raffreddamenti e nevicate a quote medio-alte sulle Alpi e sull’Appennino settentrionale, anche all’interno di un mese complessivamente mite.
Per il periodo dal 1° al 30 novembre, l’indicazione riguarda dunque il comportamento complessivo del mese: le probabilità stagionali non consentono ancora di fissare le giornate delle perturbazioni, attribuire accumuli in millimetri alle singole province o stabilire quote neve precise. Anche una maggiore piovosità mensile può derivare da distribuzioni molto diverse delle precipitazioni, rendendo necessario attendere le previsioni a scadenza più breve per conoscere tempi e intensità dei singoli episodi.
Le previsioni meteo vengono elaborate a partire dai dati forniti dai modelli internazionali ECMWF e GFS, successivamente verificati e interpretati dalla redazione di www.newsroomitalia.it
