Voli più cari, Ryanair avverte: aumenti fino al 20% in Europa

Carburante più caro e coperture in scadenza: O’Leary prospetta rincari fino al 20% nel 2027. Da aprile il passaggio più delicato, mentre Ryanair conferma il no al supplemento carburante.

Organizzare una vacanza, raggiungere i familiari o partire per lavoro potrebbe richiedere un budget più alto nel 2027, mentre il trasporto aereo europeo si prepara ad affrontare gli effetti prolungati del caro carburante. A delineare questo scenario è Michael O’Leary, amministratore delegato del gruppo Ryanair, che durante una conferenza stampa a Bruxelles, martedì 20 ottobre 2026, ha prospettato rincari consistenti per i biglietti nel mercato europeo. Un avvertimento che riguarda l’intero settore e che lega il futuro delle tariffe sia ai costi energetici sia alla disponibilità di posti sui voli.

La previsione del manager indica possibili aumenti del 10%, del 15% o, nello scenario più oneroso, del 20%. Nelle dichiarazioni riportate da Bloomberg, O’Leary ha affermato che “nei prossimi 12 mesi assisterete al più grande aumento delle tariffe aeree nella storia d’Europa”. La portata storica del rincaro resta dunque una sua valutazione sul futuro del mercato. Il riferimento al 20% va letto come una previsione, non come un aumento uniforme già deliberato da Ryanair per tutti i collegamenti: dalle dichiarazioni non emerge un calendario di rincari distinto per destinazione, aeroporto o singola tratta italiana.

Il passaggio più delicato potrebbe arrivare da aprile 2027, quando cambierà sensibilmente la protezione della compagnia contro le oscillazioni del carburante. Secondo i dati illustrati da O’Leary e riportati da Reuters, Ryanair ha coperto l’80% del fabbisogno fino a marzo 2027 a circa 67 dollari al barile. Per il periodo successivo, la quota assicurata attraverso contratti di copertura scende al 15%, a 85 dollari al barile, rispetto a quotazioni di mercato indicate dal manager intorno al doppio di quest’ultimo valore. Il restante fabbisogno risulta quindi molto più esposto ai prezzi correnti.

Queste coperture, chiamate hedging, permettono alle compagnie di fissare in anticipo il costo di una parte del carburante, limitando l’impatto immediato dei rincari. Quando terminano, acquistare nuove forniture può diventare molto più costoso se nel frattempo il mercato è salito. È questo il meccanismo che, secondo O’Leary, rischia di trasferire nel 2027 una parte maggiore dello shock energetico sui passeggeri. Il manager collega la pressione sui costi alla guerra in Medio Oriente e avverte che persino biglietti più cari potrebbero non bastare a recuperare integralmente la maggiore spesa petrolifera, comprimendo comunque i margini delle compagnie.

Per Ryanair resta però una distinzione concreta tra aumentare la tariffa e introdurre un supplemento carburante separato. Nell’intervista rilasciata il 20 ottobre, O’Leary ha ribadito l’impegno a non applicare questa voce aggiuntiva, pur prevedendo un incremento sensibile dei prezzi nel 2027. L’assenza del supplemento, quindi, non garantisce che il biglietto mantenga lo stesso costo: il maggiore onere può essere incorporato direttamente nella tariffa proposta al momento dell’acquisto.

Un secondo elemento riguarda l’offerta. O’Leary prevede che le difficoltà economiche possano provocare ulteriori fallimenti e acquisizioni tra vettori, riducendo i posti disponibili. Si tratta anche in questo caso di uno scenario prospettato dal manager, ma alcune revisioni dei programmi sono già state comunicate: a settembre Ryanair aveva abbassato da 216 a 214 milioni la previsione dei passeggeri per l’esercizio fiscale 2027, spiegando la decisione con una riduzione della capacità destinata a contenere l’esposizione al carburante più caro. L’esercizio fiscale della compagnia va distinto dall’anno solare cui si riferiscono le previsioni sui rincari.

Per comprendere l’ordine di grandezza, un incremento del 20% porterebbe una tariffa da 100 a 120 euro, oppure da 200 a 240 euro: sono semplici esempi di calcolo, non prezzi annunciati dalla compagnia. Quanto accadrà davvero sulle singole rotte dipenderà dall’evoluzione dei costi, dall’offerta e dalle decisioni commerciali dei vettori. Il punto indicato da O’Leary è che, con meno carburante acquistato in anticipo a condizioni favorevoli, nel 2027 le compagnie avranno meno spazio per assorbire nuovi rincari senza intervenire sul prezzo dei voli. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!