Meteo, Maltempo in arrivo anche al Nord? Ecco le date da monitorare

Il prossimo affondo dall’Atlantico può cambiare le sorti dell’autunno: alcune regioni tornano al centro dell’attenzione.

Mentre il Centro-Sud affronta piogge e temporali, al Nord l’autunno continua a mostrare un volto diverso, con molte zone ancora escluse dalle precipitazioni più organizzate. Questa distanza meteorologica potrebbe però ridursi: dall’Atlantico emerge un segnale capace di cambiare la circolazione europea e riportare le perturbazioni verso territori rimasti a lungo ai margini del maltempo.

La depressione che interessa il Mediterraneo centrale è alimentata dall’aria fredda arrivata da nord-est, scivolata lungo il bordo dell’anticiclone. Il maltempo meridionale, quindi, non coincide ancora con il ritorno delle perturbazioni oceaniche: il cuore dell’alta pressione europea conserva una resistenza che rende più difficile l’arrivo delle piogge sulle regioni settentrionali.

Tra giovedì 5 e venerdì 6 novembre un debole vortice si avvicinerà da ovest, interessando soprattutto Sardegna e Sicilia. Entro sabato 7 qualche precipitazione raggiungerà localmente il versante tirrenico e l’estremo Nord-Ovest, mentre su buona parte d’Italia i fenomeni resteranno scarsi o assenti.

Il cambiamento più importante è prospettato da lunedì 9 e martedì 10 novembre, quando GFS indica un affondo depressionario atlantico verso l’Europa occidentale e la Penisola Iberica, seguito dall’ingresso di correnti umide nel Mediterraneo.

Piogge al Nord: le zone da seguire con maggiore attenzione

Con una depressione a ovest dell’Italia, il flusso umido raggiungerebbe più facilmente il settore ligure e le regioni settentrionali, estendendo successivamente l’instabilità al versante tirrenico centrale. Sarebbe una configurazione favorevole a precipitazioni più organizzate rispetto ai deboli passaggi precedenti.

Per martedì 10 e mercoledì 11 novembre, il segnale delle piogge appare più consistente su Liguria, basso Piemonte e Friuli Venezia Giulia. Il coinvolgimento riguarderebbe comunque un’area più ampia del Nord e dell’alto Tirreno, con possibili temporali locali. Mancano ancora indicazioni sufficientemente definite per assegnare accumuli alle singole province.

Neve sulle Alpi e aria più mite al Sud

Nello stesso scenario tornerebbero nevicate alpine più consistenti, inizialmente oltre i 2.000 metri. Al Sud e sulle Isole affluirebbe aria meridionale mite, mentre il Nord sperimenterebbe condizioni grigie e umide.

La tendenza resta da confermare: GFS sostiene maggiormente l’apertura atlantica, mentre gli altri modelli mostrano minore convinzione. Se il corridoio perturbato si consolidasse, l’anticiclone perderebbe terreno per diversi giorni.

Le previsioni meteo vengono elaborate a partire dai dati forniti dai modelli internazionali ECMWF e GFS, successivamente verificati e interpretati dalla redazione di www.newsroomitalia.it