Meteo, Vortice Polare verso l’Italia: in Arrivo Crollo Termico e Neve a quote basse

Dopo il richiamo mite dello Scirocco, una discesa artica minaccia di cambiare il tempo sull’Italia: il passaggio decisivo si giocherà in pochi giorni, con conseguenze anche per la neve.

L’autunno potrebbe cambiare volto proprio quando le correnti meridionali sembreranno aver restituito all’Italia un clima più mite. Dopo una fase umida e piovosa accompagnata dallo Scirocco, lo scenario delineato dall’ultimo aggiornamento ECMWF di giovedì 5 novembre apre infatti la strada a una discesa di aria artica capace di raggiungere anche il Mediterraneo. Il passaggio decisivo si colloca nel fine settimana del 14 e 15 novembre, ma il raffreddamento proseguirebbe nei giorni successivi, estendendosi dalle regioni settentrionali verso il Centro-Sud.

La prospettiva è quella di un cambiamento netto, con l’allontanamento dell’aria mite, l’ingresso di correnti fredde e condizioni favorevoli a un abbassamento della quota neve dove saranno presenti precipitazioni. Si tratta di una tendenza ancora a lunga scadenza, ma con una sequenza riconoscibile: prima il freddo sull’Europa occidentale e centrale, poi il suo ingresso sull’Italia e, infine, lo spostamento verso i Balcani e il Mediterraneo orientale.

La fase che precederà la svolta sarebbe caratterizzata da un richiamo di aria relativamente mite sul Mediterraneo centrale, con correnti meridionali capaci di alimentare nuvolosità e piogge. Proprio questa situazione renderebbe più sensibile il successivo cambiamento: il raffreddamento arriverebbe dopo giornate ancora lontane da un contesto pienamente invernale.

Sabato 14 novembre l’aria fredda sarebbe già estesa dalle Isole Britanniche alla Francia e a una parte dell’Europa centrale, mentre sull’Italia resisterebbero condizioni più miti, soprattutto al Centro-Sud e sui bacini meridionali. L’arco alpino si troverebbe vicino alla zona di separazione fra le due masse d’aria, segnando il confine iniziale di un cambiamento destinato ad avanzare nelle ore successive.

Il passaggio più evidente si collocherebbe tra la sera di sabato 14 e domenica 15 novembre, quando l’afflusso freddo raggiungerebbe le regioni settentrionali. Il raffreddamento coinvolgerebbe il settore alpino e prealpino, la Pianura Padana e il Nord-Est, con un ingresso particolarmente incisivo verso l’alto Adriatico e i territori a ridosso della Slovenia.

Piemonte, Lombardia, Trentino-Alto Adige, Veneto e Friuli-Venezia Giulia rientrerebbero quindi nella prima fase del cambiamento, insieme all’Emilia-Romagna. Il Centro-Sud rimarrebbe inizialmente più esposto all’aria mite preesistente: nella giornata di domenica il contrasto fra il Settentrione già raggiunto dal freddo e le regioni meridionali ancora relativamente temperate sarebbe uno degli elementi principali dell’evoluzione.

L’irruzione non si esaurirebbe con il weekend. Tra la sera di domenica 15 e lunedì 16 novembre l’aria più fredda si estenderebbe a gran parte della Penisola, raggiungendo le regioni centrali e avanzando verso quelle meridionali. Il Mediterraneo centrale passerebbe così da una fase dominata dai richiami miti a una circolazione dal carattere decisamente più freddo.

Il calo termico interesserebbe Toscana, Umbria, Marche, Lazio e Abruzzo, proseguendo verso Molise, Campania, Puglia, Basilicata e Calabria. Anche Sardegna e Sicilia entrerebbero progressivamente nel cambiamento, con tempi e intensità differenti rispetto alle regioni continentali.

La componente più incisiva del raffreddamento tenderebbe nel frattempo a spostarsi verso l’Europa sudorientale. Martedì 17 novembre il nucleo freddo principale si collocherebbe fra i Balcani e la Grecia, mentre sull’Italia rimarrebbe una massa d’aria più fredda del normale soprattutto lungo il versante adriatico e sulle regioni meridionali. Al Nord-Ovest inizierebbe invece un’attenuazione degli scarti termici rispetto alla fase precedente.

Questa progressione rende il periodo dal 15 al 17 novembre particolarmente significativo per le conseguenze italiane: il primo ingresso al Nord sarebbe seguito da un raffreddamento più esteso, con il coinvolgimento del Centro-Sud nella parte finale dell’episodio.

Temperature in discesa e neve: le conseguenze attese

L’effetto più evidente sarebbe la brusca diminuzione delle temperature rispetto alla precedente fase di Scirocco. In quota l’aria passerebbe da valori superiori alla norma a condizioni inferiori alle medie stagionali su una parte crescente del Paese. Il raffreddamento riguarderebbe quindi la massa d’aria nel suo complesso, creando le condizioni per un assaggio d’inverno anticipato.

Il contrasto con l’aria mite e umida presente sul Mediterraneo potrebbe accompagnarsi a una fase perturbata durante la transizione, mentre l’ingresso delle correnti fredde favorirebbe un progressivo abbassamento della quota delle nevicate. Alpi e Prealpi sarebbero i primi rilievi interessati dal cambiamento termico; successivamente il raffreddamento raggiungerebbe anche l’Appennino settentrionale e centrale, per poi coinvolgere quello meridionale.

In presenza di precipitazioni, la neve potrebbe dunque tornare a quote sensibilmente inferiori rispetto alla fase mite precedente. Per stabilire se i fiocchi raggiungeranno le basse quote, e soprattutto dove potranno verificarsi nevicate abbondanti, servirà però definire il percorso delle perturbazioni e la coincidenza fra freddo e precipitazioni: quote precise e accumuli non sono ancora determinabili.

La novità dell’aggiornamento ECMWF è dunque il coinvolgimento diretto dell’Italia nella discesa fredda, con un passaggio progressivo dal Nord al Centro-Sud. La finestra da seguire è quella compresa fra il 14 e il 17 novembre, quando l’autunno mite potrebbe lasciare spazio a giornate dal carattere già invernale.

Le previsioni meteo vengono elaborate a partire dai dati forniti dai modelli internazionali ECMWF e GFS, successivamente verificati e interpretati dalla redazione di www.newsroomitalia.it