Stalking a Bortuzzo, Lulù Selassiè condannata a 1 anno e 8 mesi

Il Gup di Roma ha condannato Lucrezia Selassiè a un anno e otto mesi per aver perseguitato l’ex fidanzato Manuel Bortuzzo. La relazione, nata al Grande Fratello Vip, è degenerata in una spirale di minacce e comportamenti ossessivi.

Il Giudice per l’udienza preliminare di Roma ha pronunciato la sentenza nel caso di stalking che ha visto protagonisti l’ex nuotatore paralimpico Manuel Bortuzzo e la sua ex fidanzata Lucrezia Hailé Selassiè, conosciuta dal pubblico come Lulù Selassiè. La sedicente principessa etiope è stata condannata a un anno e otto mesi di reclusione con pena sospesa, una decisione che supera di quattro mesi la richiesta avanzata dal pubblico ministero nell’ambito del processo celebrato con rito abbreviato. La sentenza, emessa oggi 3 aprile 2025, pone fine a una vicenda che ha avuto origine dalla relazione intrecciata dai due giovani durante la loro partecipazione al Grande Fratello Vip nel 2021, ma degenerata in una spirale di comportamenti persecutori dopo la rottura.

L’ex concorrente del reality, oggi ventisettenne, è stata riconosciuta colpevole di aver perseguitato per mesi il nuotatore paralimpico, accusata di averlo seguito e minacciato ripetutamente, provocandogli uno stato di ansia e paura tali da costringerlo a modificare le proprie abitudini quotidiane. Al momento della lettura della sentenza, Bortuzzo era presente in tribunale, visibilmente provato da una vicenda che lo ha segnato profondamente. Il Gup, oltre alla condanna penale, ha stabilito anche un risarcimento economico di tremila euro a favore della vittima. L’udienza di oggi ha rappresentato l’epilogo di un procedimento giudiziario che aveva già visto l’imposizione di misure cautelari nei confronti della Selassiè, tra cui il divieto di avvicinamento a Bortuzzo e l’obbligo di indossare il braccialetto elettronico per monitorare i suoi spostamenti.

I fatti contestati alla giovane risalgono al periodo compreso tra l’aprile 2022 e l’aprile 2024, durante il quale la Selassiè avrebbe messo in atto una serie di comportamenti ossessivi nei confronti dell’ex fidanzato, non accettando la fine della loro relazione. Nel capo d’imputazione formulato dai magistrati della Procura di Roma, si legge che la ragazza ha procurato al suo ex compagno “uno stato d’ansia e di paura e un fondato timore per la sua incolumità, costringendolo a modificare le proprie abitudini di vita, al punto di bloccarla e di non sentirsi libero di spostarsi serenamente e di iniziare una nuova relazione”.

La storia d’amore tra Bortuzzo e Selassiè era sbocciata sotto i riflettori del Grande Fratello Vip, durante l’edizione 2021-2022, attirando l’attenzione del pubblico televisivo. Manuel Bortuzzo, già noto alle cronache per essere rimasto vittima nel 2019 di una sparatoria che gli aveva causato una lesione spinale inibendogli l’uso degli arti inferiori, aveva iniziato a frequentare la Selassiè all’interno della casa più spiata d’Italia. Quella che sembrava una relazione romantica si è però trasformata in un incubo dopo la conclusione del programma televisivo, quando il rapporto tra i due si è interrotto. La Selassiè, secondo quanto emerso durante il processo, non ha mai accettato la fine della relazione e ha iniziato a manifestare comportamenti sempre più aggressivi e ossessivi.

Secondo le ricostruzioni emerse in sede processuale, gli episodi di stalking si sono susseguiti con crescente intensità. In diverse occasioni, la Selassiè avrebbe seguito Bortuzzo persino in ospedale, come accaduto a Latina, dove avrebbe insultato il personale medico che le impediva di accedere alla sala operatoria, arrivando a prendere a calci la porta. Nell’estate del 2023, durante i campionati mondiali di nuoto a Manchester, la giovane avrebbe prenotato una stanza nello stesso hotel in cui alloggiava l’atleta, lasciandogli un biglietto sotto la porta con scritto: “Amore mio, ti aspetto nella mia stanza”. La persecuzione sarebbe continuata anche in Portogallo, dove la Selassiè avrebbe nuovamente fatto recapitare all’ex fidanzato un messaggio con indicazioni precise sulla sua ubicazione.

Le conseguenze di questo comportamento persecutorio sulla vita di Bortuzzo sono state significative. L’atleta, già provato dalla difficile condizione fisica seguita alla sparatoria del 2019, si è visto costretto a modificare le proprie abitudini quotidiane, limitando la propria libertà per timore di incontrare l’ex fidanzata. La situazione è degenerata al punto da spingere il nuotatore a presentare denuncia formale per stalking, dopo aver tentato invano di interrompere ogni contatto bloccando la Selassiè su tutte le piattaforme social. Nelle carte del procedimento è emerso che la giovane avrebbe minacciato di morte l’ex compagno con frasi del tipo “se non stai con me ti ammazzo e mi ammazzo”, generando nell’uomo un profondo stato di ansia.

All’uscita dal tribunale, Manuel Bortuzzo, accompagnato dal padre e dal suo legale Francesco Laurito, è apparso visibilmente scosso e ha preferito non rilasciare dichiarazioni. L’avvocato ha espresso a nome del suo assistito l’auspicio che questa sentenza possa mettere fine a una vicenda dolorosa: “Manuel è molto provato emotivamente, non vogliamo ampliare questa sfera emotiva negativa. Oggi forse si mette fine a un trascorso di questa storia. Speriamo che questa vicenda non dilaghi in altri procedimenti, vogliamo chiudere tutto il prima possibile e ricominciare da dove abbiamo lasciato”. In un’intervista televisiva, il legale ha sottolineato che “non ha vinto nessuno, non ha vinto Manuel, la condanna non è una vittoria. Siamo fuori da un tribunale penale, era auspicabile non arrivare qui”.

Dall’altra parte, il team legale di Lucrezia Selassiè, rappresentato dagli avvocati Edoardo Albertario e Niccolò Vecchioni, ha annunciato l’intenzione di presentare ricorso in appello, dichiarando una profonda delusione per la sentenza. “È una sentenza che ci delude molto, probabilmente il tribunale ha scelto la famosa via mediana, ossia una condanna con la pena sospesa. Ha anche disposto la revoca della misura del divieto di avvicinamento con braccialetto elettronico”, ha dichiarato l’avvocato Albertario, aggiungendo: “Siamo curiosi di leggere le motivazioni, faremo immediatamente appello. Continuiamo a ritenere completamente innocente la nostra assistita”.

Mentre la vicenda giudiziaria sembra avviarsi verso una conclusione, almeno in primo grado, resta l’eco mediatica di una storia che ha rapidamente abbandonato i contorni del gossip televisivo per assumere i tratti ben più inquietanti di un caso di stalking. La condanna inflitta a Lucrezia Selassiè rappresenta un monito sulla pericolosità delle relazioni tossiche e sull’importanza di riconoscere quando l’attaccamento emotivo supera i confini del rispetto dell’altro. Per Manuel Bortuzzo, che dopo la tragedia della sparatoria ha dimostrato una straordinaria capacità di reazione tornando a gareggiare come atleta paralimpico, si apre ora la possibilità di lasciarsi alle spalle questo capitolo doloroso e di riprendere il controllo della propria vita quotidiana senza il timore costante di essere perseguitato.

Dopo la sentenza, Lulù Selassiè ha rotto il silenzio pubblicando un messaggio sui social in cui promette di non arrendersi nonostante la condanna. “Il dolore non mi fermerà, continuerò a combattere”, ha scritto la giovane, lasciando intendere che la battaglia legale proseguirà nei prossimi mesi con il ricorso in appello. Nel frattempo, il caso ha riacceso l’attenzione sul fenomeno dello stalking e sulle sue conseguenze devastanti per le vittime, evidenziando come anche le relazioni nate sotto i riflettori della televisione possano nascondere dinamiche complesse e potenzialmente pericolose quando i confini del rispetto reciproco vengono superati.