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Forte Tempesta Solare in arrivo, possibile Aurora Boreale visibile anche in Italia

Una rara fusione di espulsioni solari potrebbe generare una tempesta geomagnetica severa tra l’11 e il 12 novembre, con possibili aurore boreali visibili anche in Italia.

Tra l’11 e il 12 novembre, la Terra potrebbe essere colpita da una rara e potente tempesta geomagnetica causata dalla fusione di due espulsioni di massa coronale (CME) provenienti dal Sole. Gli esperti parlano di una “CME cannibale”: un fenomeno in cui un’espulsione di particelle più veloce raggiunge e ingloba una più lenta, potenziandone l’effetto. Questa fusione, secondo i modelli elaborati dalla NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration), dovrebbe avvenire poco prima dell’impatto con il nostro pianeta, rendendo ancora incerta l’intensità finale del disturbo geomagnetico. Tuttavia, i segnali parlano chiaro: ci troviamo di fronte a un evento significativo, con potenziali conseguenze sia spettacolari sia critiche.

Il picco dell’attività è atteso nella giornata di mercoledì 12 novembre, quando secondo lo Space Weather Prediction Center la tempesta potrebbe raggiungere il livello G3 (forte), con la concreta possibilità, qualora si verificasse la fusione completa delle CME, di una tempesta G4 (severa), evento relativamente raro ma non senza precedenti. Non sarebbe la prima volta: già in altre occasioni, fusioni simili hanno provocato perturbazioni capaci di produrre aurore boreali ben oltre le latitudini abituali, rendendole visibili anche in Paesi come l’Italia, specie al Nord e nelle aree montane lontane dall’inquinamento luminoso.

Questi eventi non sono soltanto uno spettacolo per gli occhi: possono avere ricadute concrete sul nostro quotidiano, in un mondo sempre più dipendente dalle infrastrutture tecnologiche. Le forti tempeste geomagnetiche possono danneggiare i satelliti in orbita, interferire con le comunicazioni radio a onde corte, disturbare la navigazione GPS e persino causare blackout nelle reti elettriche, come accadde in Québec nel 1989. E sebbene non si prevedano impatti catastrofici paragonabili all’evento di Carrington del 1859 – il più estremo mai registrato – è certo che anche una G3 o G4 possa mettere sotto stress i sistemi più vulnerabili.

Gli strumenti di monitoraggio, come il modello WSA-Enlil utilizzato per prevedere la propagazione del vento solare, continueranno a fornire aggiornamenti nelle prossime ore. Ma il margine di incertezza resta: la distanza di 150 milioni di chilometri tra Sole e Terra viene coperta da queste CME in poco più di due giorni, e la dinamica della loro fusione può ancora riservare sorprese. A sottolineare la complessità della situazione è anche l’astrofisico Tony Phillips, che su spaceweather.com avverte: “Il punto cruciale è che la fusione potrebbe avvenire subito prima o subito dopo l’impatto con la Terra – e questo può fare una differenza significativa nell’intensità della tempesta”.

Nel frattempo, gli appassionati di astronomia possono sperare in un raro spettacolo naturale. L’aurora boreale, fenomeno solitamente confinato alle regioni polari, potrebbe colorare i cieli italiani di verde, viola e rosso, soprattutto nelle ore notturne e nelle aree con cieli limpidi. Un evento raro, ma non impossibile, che riporta l’attenzione sul nostro legame costante – e spesso sottovalutato – con la stella che ci dà la vita. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!