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Spazio, Gigantesca Macchia Solare apparsa sul Sole: AR 4294 punta verso la Terra

AR 4294, macchia solare gigantesca 15-20 volte più grande della Terra, è stata fotografata da Perseverance il 25 novembre e sta ruotando verso il pianeta dopo aver generato un brillamento M6.

Un colossale fenomeno astronomico ha catturato l’attenzione della comunità scientifica internazionale: una macchia solare di dimensioni straordinarie, denominata AR 4294, è stata osservata dal rover Perseverance della NASA nei giorni scorsi dal Cratere Jezero su Marte. La struttura, caratterizzata da dimensioni comprese tra 15 e 20 volte superiori al diametro terrestre, rappresenta una delle formazioni magnetiche più rilevanti dell’attuale ciclo solare undecennale e, nei prossimi giorni, ruoterà completamente verso il nostro pianeta, creando condizioni di potenziale attività solare intensa.

La scoperta straordinaria da Marte avviene in un contesto di monitoraggio atmosferico routinario. Il rover Perseverance, principalmente incaricato di misurare la quantità di polvere presente nell’atmosfera marziana attraverso la sua camera Mastcam-Z per previsioni meteorologiche locali, ha colto casualmente questa gigantesca macchia solare il 25 novembre. Sebbene lo strumento non sia stato specificamente progettato per osservazioni solari ad alta risoluzione, catturando solamente 90 pixel attraverso il disco solare, l’immensità della struttura magnetica è stata sufficientemente evidente per registrarsi nelle immagini acquisite. La posizione unica di Marte, attualmente situato dietro il Sole rispetto alla Terra, ha fornito al rover un vantaggio prospettico cruciale, consentendogli di osservare il lato non illuminato del nostro astro, territorio solitamente invisibile ai telescopi terrestri.

I ricercatori del Jet Propulsion Laboratory della NASA, responsabili della gestione del veicolo esplorativo, hanno immediatamente riconosciuto l’importanza della scoperta. Durante la congiunzione solare, periodo che si estenderà nel corso dei prossimi mesi, il rover continuerà a fungere da stazione di allarme precoce per l’attività solare, monitorando quotidianamente il Sole e fornendo informazioni critiche su eventuali macchie solari emergenti prima che raggiungano la visibilità dal nostro pianeta. Questo ruolo di sentinella spaziale rappresenta un contributo significativo al sistema globale di previsione meteo spaziale.

L’attività esplosiva iniziale della regione attiva AR 4294 si è manifestata il 28 novembre con un brillamento solare di classe M6, classificato come evento piuttosto violento nella scala dei fenomeni solari. Quando ancora parzialmente celata dal margine sudorientale del Sole, questa struttura ha rilasciato un impulso di radiazione ultravioletta estrema di considerevole intensità. L’esperto di meteorologia spaziale Tony Phillips, che gestisce il rinomato portale specializzato Spaceweather.com, ha suggerito che il valore reale del brillamento potrebbe risultare ancora più elevato, potenzialmente raggiungendo la classe X, categoria che rappresenta le eruzioni solari più potenti. L’incertezza nella classificazione riflette il fatto che il fenomeno si è verificato quando la regione era ancora ampiamente nascosta dalla prospettiva terrestre, compromettendo quindi le misurazioni precise degli strumenti di osservazione.

Il brillamento dell’M6 ha generato un impulso di radiazione che ha ionizzato significativamente l’atmosfera superiore terrestre sopra l’Oceano Pacifico meridionale. Le trasmissioni radiofoniche a onde corte, con frequenze inferiori ai 20 megahertz, hanno subito blackout minori intorno alle 22:22 UTC il 28 novembre, segno tangibile dell’impatto raggiunto dal fenomeno solare anche dalla sua posizione ancora parzialmente celata.

La natura delle macchie solari, come spiegato dalla NASA, rivela la fisica complessa sottostante a questi fenomeni. Le macchie solari rappresentano regioni significativamente più fredde rispetto alle aree circostanti della fotosfera, la superficie visibile del Sole. La loro temperatura si attesta intorno ai 4.000-4.500 gradi Celsius, laddove le zone limitrofe raggiungono i 5.500 gradi. Questa differenza di temperatura, che può sembrare paradossale considerando lo straordinario calore solare, è causata da campi magnetici turbolenti ed estremamente concentrati che intrappolano il calore derivante dalle reazioni nucleari negli strati sottostanti della stella. Quando le linee di forza di questi campi magnetici si rompono e si riconnettono repentinamente, liberano un’energia colossale, equivalente a quella di milioni di esplosioni nucleari che avvenissero simultaneamente. Questi eventi innescano i brillamenti solari che possono sfociare in espulsioni di massa coronale, fenomeni capaci di proiettare miliardi di tonnellate di plasma magnetizzato verso lo spazio interplanetario.

Le dimensioni straordinarie di AR 4294 assumono un significato ancora più profondo quando considerate nel contesto storico dell’attività solare recente. La regione attiva attualmente in rotazione verso la Terra presenta dimensioni che la pongono tra le formazioni magnetiche più imponenti rilevate negli ultimi anni. Per fornire un termine di paragone significativo: una macchia solare che sia grande quanto il diametro terrestre rappresenta circa 43 milionesimi di emisfero solare, unità di misura utilizzata dagli astronomi solari. Le dimensioni di AR 4294, computate tra 15 e 20 volte il diametro terrestre, la collocano in una categoria straordinaria di fenomeni solari.

I ricercatori sottolineano che il ciclo solare 25, attualmente in fase di massima attività magnetica raggiunto nell’ottobre 2024, continua a produrre una serie di regioni attive eccezionalmente turbolente. L’arrivo di AR 4294 rappresenta un elemento significativo di questa dinamica particolare. Durante i precedenti due mesi, quando Marte si collocherà dietro il Sole in quella fase denominata congiunzione solare, il rover Perseverance resterà una stazione cruciale di monitoraggio dei fenomeni emergenti, fornendo avvertimenti tempestivi su strutture magnetiche che si apprestano a divenire geoeffettive, cioè capaci di generare effetti significativi sul nostro pianeta.

I rischi potenziali per le infrastrutture terrestri diventano sempre più rilevanti con l’emergere di una struttura di tale portata. Quando brillamenti solari di elevata intensità si dirigono verso la Terra accompagnati da espulsioni di massa coronale, possono verificarsi tempeste geomagnetiche di significativa violenza. I fenomeni precedenti, come il celeberrimo brillamento X5.1 della regione AR 4274 registrato l’11 novembre 2025, hanno dimostrato concretamente questi rischi: blackout radiofonici su larga scala, interruzioni nei servizi GPS, disturbi nei sistemi di comunicazione satellitare, e teoricamente anche conseguenze sulle reti di distribuzione dell’energia elettrica nelle regioni ad alte latitudini.

Il portale specializzato SpaceWeatherLive ha catalogato AR 4294 tra le macchie solari più rilevanti dell’anno, assegnandola una posizione di primo piano nella lista delle regioni attive di massima importanza. La previsione scientifica indica che, nei prossimi giorni mentre la struttura ruota completamente verso la Terra, aumenterà significativamente la probabilità di brillamenti di classe X, fenomeno che potrebbe innescare ulteriori disturbi geomagnetici di notevole intensità.

Gli esperti di meteorologia spaziale presso il NOAA, l’Agenzia Nazionale Oceanica e Atmosferica statunitense, mantengono uno stato di allerta elevato. L’analisi dei dati coronografici provenienti dai satelliti solari GOES e dalle sonde specializzate consente previsioni sempre più accurate riguardanti la traiettoria e l’intensità dei fenomeni attesi. Tuttavia, nonostante l’avanzamento tecnologico dei sistemi di previsione, la meteorologia spaziale conserva un grado intrinseco di imprevedibilità, come evidenziato dalle sorprese verificatesi durante gli ultimi eventi di novembre.

La fase operativa critica inizierà nei prossimi giorni quando AR 4294 completerà la sua rotazione attraverso il bordo sudorientale del Sole per presentarsi pienamente verso il nostro pianeta. Gli strumenti di osservazione solare terrestri, compresi i satelliti Solar Dynamics Observatory della NASA e i coronografi spaziali, monitoreranno costantemente l’evoluzione della struttura magnetica. Le agenzie spaziali e i gestori di infrastrutture critiche rimangono in stato di preparazione, consapevoli che un brillamento di classe X di notevole potenza diretto verso la Terra potrebbe generare conseguenze significative su scala globale.

Questo evento cosmico, scandito dalla scoperta rovente di Perseverance dal pianeta rosso e dall’attività esplosiva iniziale già manifestatasi, rappresenta un eloquente promemoria della connessione profonda tra le dinamiche solari e la società tecnologica contemporanea. L’osservazione congiunta da Marte e dai satelliti terrestri fornisce una prospettiva senza precedenti sui fenomeni in atto, sottolineando l’importanza del monitoraggio spaziale costante nell’era moderna della dipendenza tecnologica globale. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!