L’assetto barico sul Mediterraneo centrale si appresta a cambiare significativamente tra venerdì 2 e sabato 3 gennaio, con l’ingresso di masse d’aria umida di origine atlantica che sostituiranno le correnti fredde nord-orientali dominanti nei giorni precedenti. Il nuovo flusso, pilotato da una saccatura in discesa dalla Penisola Iberica, determinerà un peggioramento delle condizioni meteorologiche su parte del territorio nazionale, in un contesto termico in rialzo al centro-sud e più stagnante al nord.
Giovedì 1 gennaio farà da giornata di transizione, con le prime nevicate a quote relativamente basse sull’Appennino centro-settentrionale, in particolare sul settore Tosco-Emiliano e sul Reatino, a partire dai 1200-1300 metri, in un contesto ancora influenzato da infiltrazioni fredde da nord-est. L’ingresso più deciso delle correnti miti di Libeccio avverrà però nella giornata di venerdì, con effetti marcati sulle regioni tirreniche centro-meridionali.
Venerdì 2 gennaio sarà caratterizzato da precipitazioni sparse concentrate principalmente al centro-sud. Sul nord Italia prevarrà una sostanziale stabilità, eccezion fatta per deboli fenomeni residui nella notte sullo Spezzino e sull’alta Toscana, in attenuazione entro il pomeriggio. Più vivace il quadro precipitativo lungo il versante tirrenico, dove si attendono rovesci sul Lazio e sull’Umbria meridionale, in estensione serale alla Campania e alla Calabria tirrenica.
Qualche rovescio interesserà anche il nord-ovest della Sardegna e la Corsica. La quota neve sull’Appennino Tosco-Emiliano sarà inizialmente intorno ai 1250 metri, ma tenderà ad alzarsi nel corso della giornata fino ai 1400-1500 metri, complice il graduale afflusso di aria più mite. Episodi nevosi isolati saranno possibili anche sull’Appennino Umbro-Marchigiano oltre i 1300 metri. Sul piano termico, il nord resterà ai margini del riscaldamento, fatta eccezione per la Liguria, dove si registrerà un aumento più sensibile, specie in quota.
Sabato 3 gennaio il maltempo insisterà sulle medesime aree, con fenomeni ancora diffusi sul basso Lazio, sulla Campania e sulla Calabria tirrenica. Rovesci sparsi interesseranno anche le Marche meridionali, il sud dell’Umbria e il nord della Sardegna. Le condizioni si manterranno stabili sul resto del Paese, con cielo spesso nuvoloso ma senza fenomeni significativi.
Al nord, il ristagno dell’aria fredda nei bassi strati favorirà la formazione di nebbie, localmente anche di tipo congelante nelle pianure durante le ore mattutine. La neve cadrà a quote più elevate rispetto al giorno precedente, con fiocchi attesi sull’Appennino laziale oltre i 1500-1600 metri. Le temperature si manterranno miti al centro-sud, mentre al nord si registrerà una lieve flessione, specie nelle aree pianeggianti soggette a inversione termica.
L’ingresso del Libeccio determinerà inoltre un aumento del moto ondoso sui settori di ponente, con venti moderati o forti dai quadranti sud-occidentali sul Tirreno e sul Ligure. Un quadro meteo dunque dinamico, tipico di una fase invernale che si presenta meno rigida ma ancora instabile, con un’alternanza di precipitazioni e temporanei miglioramenti che caratterizzeranno questo inizio di gennaio.
Le previsioni meteo vengono elaborate a partire dai dati forniti dai modelli internazionali ECMWF e GFS, successivamente verificati e interpretati dalla redazione di www.newsroomitalia.it - Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
