Una burrasca di vento è attesa nelle prossime ore sull’Italia, preludio a un cambiamento radicale del quadro meteorologico. Il peggioramento sarà rapido e marcato, con un rinforzo significativo della ventilazione sud-occidentale che coinvolgerà gran parte della Penisola, accompagnato da condizioni di mare molto agitato lungo i litorali esposti e, successivamente, da un’irruzione fredda dai quadranti settentrionali che interesserà soprattutto il Centro-Nord.
Già nelle prossime ore sono previste forti raffiche di Libeccio sui due estremi della Liguria, in particolare tra Genova e La Spezia, e lungo le coste settentrionali e centrali della Toscana, inclusa l’area a nord dell’Isola d’Elba. La ventilazione si intensificherà sensibilmente anche lungo il versante tirrenico del Lazio e sulle regioni adriatiche centro-meridionali: Romagna, Marche, Abruzzo e Molise, dove le raffiche potranno raggiungere intensità prossime o superiori ai 70-80 km/h, con locali punte più elevate nei settori esposti. Forti venti sud-occidentali sono inoltre attesi sui litorali della Sicilia e della Sardegna, specie nelle zone settentrionali ed orientali, dove non si escludono mareggiate, e sul versante tirrenico della Campania, della Basilicata e della Calabria settentrionale. Anche la Puglia subirà gli effetti della burrasca, in particolare sul Salento.
Nella giornata di sabato 3 gennaio, il campo del vento si concentrerà principalmente sulle regioni meridionali, dove le raffiche di Libeccio risulteranno ancora molto intense, fino a divenire burrascose sullo Ionio, in particolare sulla costa orientale della Sicilia, sul crotonese e sul Salento. Il moto ondoso si manterrà sostenuto con mari molto agitati o localmente grossi, in particolare il Mar Tirreno meridionale e lo Ionio.
La vera svolta si manifesterà a partire da domenica 4 gennaio, quando l’ingresso di un nucleo di aria più fredda dai Balcani innescherà una rotazione delle correnti: l’Italia sarà investita da venti settentrionali, con Bora in intensificazione sul medio-alto Adriatico e Tramontana tesa sulla Liguria. Tale configurazione darà inizio a una fase fredda, marcata da un sensibile calo delle temperature su tutte le regioni centro-settentrionali e successivamente anche al Sud.
Contestualmente, il ritorno del maltempo favorirà condizioni favorevoli a precipitazioni diffuse, con neve che, complice l’aria più secca e fredda in arrivo, potrà spingersi fino a quote molto basse, soprattutto su Emilia-Romagna, Marche, Umbria e interne abruzzesi, ma con fiocchi possibili anche sulla bassa pianura in caso di rovesci più strutturati.
Il contesto sinottico che si va delineando rientra nei classici scenari invernali dominati da un flusso perturbato atlantico associato a profonde depressioni sul Mediterraneo occidentale, seguite da rapide irruzioni fredde in discesa da nord-est. Una dinamica che potrebbe ripetersi nei prossimi giorni, aprendo ufficialmente la fase invernale del 2026 sul nostro Paese.
Le previsioni meteo vengono elaborate a partire dai dati forniti dai modelli internazionali ECMWF e GFS, successivamente verificati e interpretati dalla redazione di www.newsroomitalia.it - Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
