Un’imponente fase di maltempo è pronta a investire l’Italia, sospinta da una sequenza di impulsi perturbati di matrice atlantica che, già nelle prossime ore, determineranno un’intensificazione decisa dei venti su gran parte del territorio nazionale. Tra Venerdì 9 e Sabato 10 Gennaio, la situazione meteorologica subirà un rapido deterioramento con raffiche che localmente potranno raggiungere e superare i 90 km/h, generando condizioni di burrasca, impatti sensibili al suolo e un’altalena termica dai risvolti estremi.
L’attivazione di un minimo depressionario sui nostri mari, attorno alle 995-998 hPa, determinerà un primo richiamo di venti dai quadranti meridionali. Il Libeccio, teso e umido, soffierà con particolare vigore su Liguria di Levante, Toscana, Lazio, Campania e sulle due Isole Maggiori. Le raffiche previste, comprese tra i 50 e i 60 km/h, saranno in grado di sollevare mari molto mossi o agitati e determinare impatti localizzati soprattutto nei settori costieri esposti. In quota, si segnalano venti anche superiori ai 70-80 km/h, con un effetto di compressione che favorirà un rapido rialzo delle temperature, specie al Centro-Sud. Le anomalie termiche previste sono considerevoli: in alcune località si passerà da valori sotto la media a scarti positivi anche di 6-8°C nel giro di 24 ore.
Contemporaneamente, sul settore alpino occidentale — in particolare su Valle d’Aosta, Piemonte e Lombardia di confine — si farà sentire con violenza il foehn: venti secchi e turbolenti in discesa dai versanti settentrionali che potranno raggiungere i 120-130 km/h sulle creste più esposte. Il foehn, come noto, agisce in modo significativo sulle condizioni termiche locali, causando impennate improvvise della temperatura nei fondovalle e generando un secco aumento dell’evaporazione nei bassi strati.
A partire da Sabato, il sistema ciclonico tenderà a traslare verso Sud-Est, innescando una rotazione dei venti dai quadranti settentrionali. È atteso così l’arrivo del Maestrale, vento più freddo e impetuoso, che dapprima colpirà la Sardegna per poi estendersi rapidamente a gran parte del Centro-Sud e dell’Adriatico. Le raffiche, anche in questo caso, potranno superare i 90 km/h, con rischio concreto di mareggiate violente sui litorali esposti, in particolare lungo le coste occidentali della Sardegna, del Lazio, della Campania e sulla Sicilia settentrionale.
Il repentino cambio della ventilazione porterà a un netto crollo delle temperature, amplificato dal noto effetto windchill, ovvero il raffreddamento percepito dalla pelle per effetto della velocità del vento. Secondo le stime, ogni 10 km/h di vento in più si può avvertire una diminuzione della temperatura percepita di circa 3°C rispetto a quella reale. In alcune aree esposte, la temperatura apparente potrà risultare anche di 6-9°C inferiore ai valori registrati al suolo. Questo raffreddamento intenso favorirà inoltre la ricomparsa della neve fino a quote collinari sulle regioni centrali e meridionali, con possibili accumuli localizzati soprattutto tra Appennino abruzzese, molisano e lucano.
Si consiglia massima prudenza nelle prossime 48-72 ore, in particolare per chi si trova in zone costiere o montane, data la pericolosità legata al vento forte, al moto ondoso e ai repentini sbalzi termici che potrebbero incidere su viabilità, stabilità arborea e strutture precarie. Il contesto meteorologico resta dinamico e instabile anche per l’inizio della prossima settimana, con ulteriori impulsi perturbati in vista.
Le previsioni meteo vengono elaborate a partire dai dati forniti dai modelli internazionali ECMWF e GFS, successivamente verificati e interpretati dalla redazione di www.newsroomitalia.it - Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
