È un gesto simbolico, compiuto in silenzio e inginocchiati, a finire ora sotto la lente del Ministero dell’Interno. Dieci Vigili del fuoco, tra cui sei toscani, sono stati raggiunti da una contestazione disciplinare per la loro partecipazione alla manifestazione del 22 settembre scorso a Pisa, promossa dal sindacato Usb a sostegno della Global Sumud Flotilla e della popolazione civile di Gaza. Durante l’evento, svoltosi nel giorno dello sciopero generale indetto dalla sigla sindacale, i pompieri – in divisa – hanno osservato un minuto di silenzio inginocchiandosi, un’immagine che ha fatto rapidamente il giro dei social e dei media.
Tra loro anche Claudio Mariotti, da quasi quarant’anni nel Corpo, oggi sindacalista Usb, che respinge con fermezza le accuse mosse dal Viminale: «Ci siamo inginocchiati per esprimere solidarietà alle vittime, in particolare ai bambini – ha dichiarato al Corriere della Sera – anche perché sulla nostra uniforme portiamo la spilla Unicef e in questo genocidio sono morti migliaia di piccoli innocenti». Mariotti ricorda inoltre che il Corpo nazionale dei Vigili del fuoco è ambasciatore Unicef in virtù di un accordo rinnovato nel 2024 dal sottosegretario Emanuele Prisco. Il gesto, dunque, secondo i protagonisti, sarebbe coerente con la missione umanitaria del Corpo.
Ma il Ministero dell’Interno non la pensa così. Al centro della contestazione non è tanto il contenuto del messaggio quanto la forma in cui è stato espresso: l’aver preso parte all’iniziativa indossando l’uniforme operativa. Una scelta che, secondo il Viminale, avrebbe «discreditato tutto il Corpo», compromettendone l’immagine di neutralità istituzionale. Mariotti replica sottolineando che «i Vigili del fuoco hanno sempre rappresentato la categoria nei luoghi di rivendicazione con i propri dispositivi di protezione individuale, così come i metalmeccanici con la tuta o i sanitari con il camice».
Il procedimento disciplinare è già stato avviato. Le sanzioni ipotizzate vanno dalla sospensione con decurtazione dello stipendio fino, in casi estremi e ritenuti poco probabili, al licenziamento. Il primo passo sarà l’audizione dei coinvolti davanti alla commissione disciplinare: si partirà il 29 gennaio con un Vigile del fuoco di Roma, seguiranno gli altri nei giorni successivi. Nel frattempo, il sindacato Usb ha annunciato una mobilitazione in difesa dei propri iscritti, organizzando per il 28 gennaio un convegno pubblico a Roma, nella sala Aci di via Marsala, dal titolo: «Contro la repressione della libertà d’espressione e la militarizzazione del Corpo». Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
