Il Mediterraneo centro-meridionale si trova in queste ore sotto l’influenza di una nuova e rilevante fase di instabilità atmosferica, innescata dalla formazione del Ciclone Harry, una depressione extratropicale in rapida evoluzione destinata a incidere in modo significativo sulle condizioni meteorologiche del Mezzogiorno italiano. La Sicilia, in particolare, sarà tra le regioni maggiormente interessate da questo episodio perturbato, che si configura come uno degli eventi barici più marcati di questo avvio di 2026.
Il ciclone trae origine da un’evoluzione sinottica complessa ma ben definita. Una saccatura nord-atlantica colma d’aria fredda in quota sta affondando verso le latitudini meridionali, entrando in contatto con masse d’aria più miti e umide già presenti sul bacino centrale del Mediterraneo. Il mare, ancora relativamente caldo per il periodo — con anomalie termiche superficiali superiori alla media climatologica di circa +1/+1.5 °C — fornisce ulteriore energia potenziale al sistema, favorendo un’intensa ciclogenesi baroclina. Il minimo depressionario è atteso approfondirsi fino a valori pressori intorno ai 995 hPa, tra Canale di Sicilia e Mar Ionio, entro le prossime 24-36 ore.
Dal punto di vista morfologico, Harry non presenta le caratteristiche strutturali tipiche di un Medicane (Mediterranean Hurricane), né si configura come un sistema tropicale. Si tratta, piuttosto, di un ciclone extratropicale a cuore freddo, alimentato da dinamiche frontali e da contrasti termici ben definiti tra le masse d’aria in gioco. Tuttavia, in presenza di un’ampia vorticità potenziale e di un profilo termodinamico instabile, non si esclude che localmente possa assumere una struttura compatta e simmetrica nel suo core centrale, almeno temporaneamente.
I fenomeni associati a Harry si annunciano significativi e persistenti. Le proiezioni modellistiche convergono su un quadro previsionale che evidenzia precipitazioni abbondanti, con accumuli localmente superiori ai 100-150 mm in 24 ore sui settori ionici della Sicilia e della Calabria. Particolarmente esposti saranno i rilievi orientali siciliani, dal Catanese al Messinese, dove l’orografia accentuerà l’effetto stau delle correnti umide sud-orientali. Sul fronte eolico, le correnti cicloniche genereranno venti intensi dai quadranti orientali e meridionali, con raffiche che potranno superare i 70-90 km/h lungo le coste ioniche e nella parte meridionale dell’isola. Il moto ondoso risulterà agitato o molto agitato, specie sullo Ionio, con mareggiate attese tra il Ragusano e il Crotonese.
Da segnalare, inoltre, l’elevato rischio idrogeologico localizzato, specie nelle aree a maggiore vulnerabilità già interessate da recenti episodi pluviometrici. In questo contesto, non saranno tanto gli estremi puntuali di pioggia a preoccupare quanto la persistenza delle precipitazioni, in grado di saturare rapidamente i suoli e innescare smottamenti o allagamenti.
L’evoluzione di Harry sarà lenta e potenzialmente multigiornaliera: il minimo, una volta consolidatosi sullo Ionio, tenderà a stazionare per diverse ore prima di un progressivo colmamento. Questo prolungherà gli effetti perturbati sulle aree interessate almeno fino al fine settimana, rendendo necessario un monitoraggio continuo da parte della Protezione Civile e delle autorità locali.
Le previsioni meteo vengono elaborate a partire dai dati forniti dai modelli internazionali ECMWF e GFS, successivamente verificati e interpretati dalla redazione di www.newsroomitalia.it - Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
