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Ryanair, Musk lancia un sondaggio su X per comprare il vettore low cost

Elon Musk provoca Ryanair con un sondaggio su X: è davvero interessato a comprarla o è solo l’ennesima mossa da maestro della comunicazione digitale?

La querelle tra Elon Musk e Ryanair assume i contorni di una soap opera digitale, con il miliardario che continua a rilanciare provocazioni e ipotesi di acquisizione via social. Dopo una settimana di schermaglie online, il fondatore di Tesla e SpaceX ha pubblicato un nuovo sondaggio su X (ex Twitter), chiedendo ai suoi follower se dovrebbe acquistare Ryanair e “ripristinare Ryan come legittimo sovrano”, in riferimento ironico al nome della compagnia.

L’iniziativa arriva in un momento di crescente tensione con l’attuale amministratore delegato di Ryanair, Michael O’Leary, noto per il suo stile comunicativo diretto e spesso polemico. Tutto è cominciato con il netto rifiuto di O’Leary all’installazione della tecnologia Starlink, il servizio Internet satellitare sviluppato da SpaceX, sugli aerei della compagnia irlandese. Il CEO ha motivato la decisione sottolineando i costi operativi legati all’aumento del peso e della resistenza aerodinamica causati dalle antenne, che si tradurrebbero in un maggiore consumo di carburante. Un dettaglio non trascurabile per un vettore low cost, dove ogni chilo e ogni minuto incidono sui margini.

La risposta di Musk non si è fatta attendere. Dopo aver chiesto pubblicamente quanto costerebbe acquistare la compagnia – e, soprattutto, licenziare O’Leary – ha scelto di coinvolgere direttamente gli utenti della sua piattaforma, trasformando la vicenda in un referendum digitale dal tono ironico ma non del tutto privo di ambizioni. Non è la prima volta che Musk usa X per lanciare sondaggi su decisioni di peso: era già successo con Tesla e persino con la sua permanenza alla guida della stessa piattaforma.

Nel frattempo, Kenny Jacobs, portavoce di Ryanair, ha cercato di ridimensionare la polemica, mentre il CEO Eddie Wilson ha rilasciato una dichiarazione più conciliatoria. «Non siamo contrari al Wi-Fi a bordo», ha affermato Wilson, «ma cerchiamo una soluzione che non costi nulla né a noi né ai passeggeri». Una posizione che lascia aperto uno spiraglio per future collaborazioni, purché i costi non ricadano sul modello di business estremamente razionalizzato della compagnia.

Resta da vedere se l’iniziativa di Musk sia una semplice provocazione o il primo passo verso un’operazione più concreta. Le implicazioni di un eventuale interesse reale andrebbero ben oltre le schermaglie sui social, aprendo scenari inediti per il settore dell’aviazione commerciale europea. Per ora, l’unica certezza è che Musk ha, ancora una volta, spostato il dibattito dal consiglio di amministrazione alla timeline. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!