Il ciclone Harry ha colpito con una violenza senza precedenti la Sicilia, lasciando dietro di sé una scia di devastazione che supera il miliardo di euro in danni. La perturbazione, di eccezionale intensità, ha investito in particolare le coste ioniche e quelle affacciate sul Canale di Sicilia, compromettendo infrastrutture, porti, strade e intere attività economiche, soprattutto nel settore turistico e produttivo. La Protezione civile regionale ha stimato un danno diretto pari a 741,5 milioni di euro, cifra destinata a salire se si considerano i mancati redditi delle imprese colpite, per le quali si stanno già predisponendo forme di ristoro e contributi straordinari.
Il governo regionale ha convocato una giunta straordinaria per dichiarare lo stato di crisi, passo necessario per l’attivazione dello stato di emergenza nazionale. La richiesta ufficiale sarà trasmessa al Governo centrale nelle prossime ore, con il coinvolgimento diretto del ministro per la Protezione civile Nello Musumeci e del capo del dipartimento nazionale Fabio Ciciliano, già presenti nelle aree colpite per coordinare i primi interventi e valutare le priorità. Le operazioni si svolgono in stretto raccordo con il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, che ha lanciato un appello per una risposta celere e strutturata.
La furia del ciclone ha messo in ginocchio l’intera area orientale dell’isola: a Giardini Naxos è crollato il molo Schisò, mentre a Scaletta Zanclea il cedimento di un terrapieno ferroviario ha interrotto la linea Messina-Siracusa. Nel Catanese, il lungomare di Ognina è stato devastato dalle onde, che hanno invaso le strade costiere causando allagamenti e l’evacuazione precauzionale di decine di famiglie. I danni più ingenti si registrano in zone ad alta densità turistica, dove la stagione 2026 rischia ora di partire in ritardo, con effetti pesanti sull’economia locale.
Non solo la Sicilia ha pagato il prezzo della furia di Harry. Anche Sardegna e Calabria hanno subito danni ingenti. In Sardegna, mareggiate violente hanno profondamente modificato il litorale gallurese, in particolare le spiagge di Pittulongu, Lo Squalo e Bados, con danni ambientali e strutturali che richiederanno tempi lunghi per il ripristino. La presidente della Regione, Alessandra Todde, ha chiesto un intervento urgente del Governo, e ha stimato in circa mezzo miliardo di euro le risorse necessarie. In Calabria, dove fortunatamente non si registrano feriti né vittime, è iniziata la stima dei danni, in particolare nei comuni costieri. Il presidente Roberto Occhiuto ha confermato l’attivazione della macchina emergenziale.
Complessivamente, le risorse che il Governo si appresta a stanziare per le tre regioni colpite potrebbero sfiorare i due miliardi di euro. Intanto, l’allerta meteo è in fase di riduzione: in Sicilia è stata revocata, mentre in Calabria e Sardegna è scesa da rossa a gialla. Le condizioni atmosferiche stanno lentamente migliorando, ma il bilancio di questa ondata di maltempo resterà pesante ancora a lungo, non solo per le cifre ma anche per le ferite lasciate sui territori. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
