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Meteo, Febbraio inizia con MALTEMPO Estremo: le date e le zone colpite

Il Mediterraneo ribolle e alimenta nuovi vortici: febbraio inizia con maltempo estremo e l’Italia resta esposta a un rischio ciclonico che potrebbe durare giorni.

L’avvio di febbraio conferma una tendenza meteorologica già osservata nella seconda metà di gennaio: l’Italia resta esposta a ripetuti affondi depressionari di origine nord-atlantica, i quali non solo non accennano ad attenuarsi, ma al contrario sembrano intensificare il loro impatto a causa dell’interazione con il bacino del Mediterraneo. Non si tratta di semplici fronti perturbati oceanici, ma di veri e propri sistemi ciclonici alimentati da energia termica e umidità aggiuntiva fornita dalle acque insolitamente calde del Mare Nostrum.

La prossima settimana sarà dominata da un nuovo peggioramento, dettato dalla discesa di un’ampia saccatura atlantica che potrebbe interagire con masse d’aria subtropicali in risalita dal Nord Africa. Questo tipo di configurazione sinottica favorisce la genesi di profondi vortici depressionari nel cuore del Mediterraneo centrale, con un potenziale evolutivo ancora incerto ma da monitorare con attenzione. Alcune proiezioni modellistiche ad alta risoluzione lasciano intravedere la possibilità di uno sviluppo ciclonico simile a quello osservato gli scorsi giorni, quando il Ciclone Harry ha colpito duramente il Sud Italia. Tuttavia, al momento, è prematuro parlare con certezza di un nuovo evento ciclonico mediterraneo di tale portata.

Ciò che invece appare ormai certo è la persistenza del maltempo su gran parte della Penisola. Le regioni più esposte saranno quelle del Centro-Sud, il versante tirrenico in particolare, dove si attendono piogge insistenti, temporali localmente intensi e raffiche di vento superiori ai 70-80 km/h. Il Nord Italia, pur rimanendo ai margini delle precipitazioni più violente, potrebbe assistere a nuove nevicate a quote medio-basse, specialmente lungo l’arco alpino e le aree pedemontane del Nord-Ovest, complici le infiltrazioni di aria fredda in quota.

La collocazione esatta del minimo depressionario – previsto in formazione tra Algeria e Tunisia – sarà determinante per definire le aree più colpite e l’intensità dei fenomeni. In presenza di un minimo profondo e strutturato, l’intera area centro-meridionale italiana potrebbe subire un’ondata di maltempo severo e persistente per almeno 3-4 giorni consecutivi. La componente energetica di queste strutture – favorita dalle anomalie positive della temperatura superficiale del mare, in alcuni tratti superiori di 1,5-2°C rispetto alla media climatologica – costituisce un elemento chiave per la loro intensità e longevità.

Dal punto di vista climatologico, la prosecuzione di questa fase dinamica ha implicazioni importanti. Da un lato, rappresenta un sollievo per le risorse idriche nazionali, in particolare per il Centro-Nord, che continua ad accumulare riserve preziose in vista della stagione secca. Dall’altro, pone nuovamente l’accento sulla vulnerabilità idrogeologica di molte aree italiane, già provate da fenomeni estremi nei mesi scorsi.

Infine, sul medio termine, non si esclude un’evoluzione verso un raffreddamento più marcato, legato a una possibile irruzione artica continentale. Ma al momento, la tendenza dominante resta quella di una circolazione atlantica molto attiva, con traiettorie cicloniche capaci di influenzare pesantemente il tempo sul bacino del Mediterraneo anche per buona parte della prima decade di febbraio.

Le previsioni meteo vengono elaborate a partire dai dati forniti dai modelli internazionali ECMWF e GFS, successivamente verificati e interpretati dalla redazione di www.newsroomitalia.it - Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!