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Addio al vecchio amministratore, ecco chi gestirà i condomini

Gabetti Lab e Estia rilevano studi di amministrazione condominiale a Torino. L’obiettivo: migliaia di palazzi in gestione

Il mondo dell’amministrazione condominiale sta vivendo una trasformazione epocale. A Torino, due acquisizioni recenti stanno per cambiare il volto della gestione delle case: Gabetti Lab e Estia si preparano a rilevare importanti studi locali, con l’obiettivo di arrivare a migliaia di palazzi in portafoglio.

Gabetti Lab, società da 38 milioni di euro di ricavi del gruppo Gabetti, sta per completare l’acquisizione di un importante studio di amministrazione condominiale torinese. L’obiettivo è ambizioso: raggiungere tremila palazzi in gestione. Nelle stesse ore, Estia, fondata nel 2021 dalla famiglia Garesio e partecipata dal colosso immobiliare spagnolo Odevo-Portik, metterà la firma sull’acquisizione di uno dei più noti gestori condominiali del centro città.

La valutazione di queste operazioni? Tra il 90 e il 110% dei ricavi dello studio acquisito. E non è un caso: la gestione della casa rappresenta un business sempre più rilevante. Non si parla solo delle commissioni – tra 100 e 200 euro per abitazione – ma di tutti quei lavori necessari per manutenere e rinnovare il patrimonio immobiliare italiano. A Torino, il 65% dei trilocali in vendita è di classe energetica G, F o E, tra le più basse. Due immobili su tre sono quindi interessati dalla direttiva Green dell’Ue che impone la trasformazione degli edifici in strutture sostenibili.

“Siamo all’alba di una rivoluzione”, ammette Piera Bessi, presidente dei piccoli proprietari di Uppi. “Non sappiamo ancora se sarà luminosa o meno. Ci auguriamo che il settore possa diventare più professionale, ridurre i conflitti e le cause, e soprattutto portare risparmi”.

In Spagna, Francia e Germania la gestione condominiale è già oggi un business per grandi aziende. In Italia, il settore rimane tra i più frammentati e conservatori. La riforma sulle gestioni condominiali è stata appena ritirata in Parlamento dopo le proteste di politici e associazioni.

“La gestione della casa non è più solo un registro contabile delle spese e chiamare l’idraulico, ma un vero e proprio servizio di property management”, spiega il CEO Giuliano Garesio. “Le nostre abitazioni diventeranno sempre più smart e sostenibili. Servono professionalità e managerialità”.

Il passaggio da una gestione quasi familiare – con il numero di telefono dell’amministratore in rubrica – a un manager strutturato desta qualche preoccupazione. Come osserva Marco Delpiano, architetto che gestisce oltre un centinaio di condomini nel Torinese: “Non so se una grande azienda sarà in grado di ascoltare davvero i bisogni di tutti i condomini”. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!