Gli Emirati Arabi Uniti hanno escluso tutte le università britanniche dall’elenco degli atenei esteri finanziabili con fondi pubblici, impedendo di fatto ai cittadini emiratini di intraprendere percorsi di studio nel Regno Unito a spese dello Stato. La motivazione ufficiale è il timore che gli studenti possano essere radicalizzati dall’influenza della Fratellanza Musulmana all’interno dei campus universitari britannici.
La lista aggiornata del Ministero emiratino dell’Istruzione Superiore, pubblicata nel giugno 2025 e relativa all’anno accademico 2026, include atenei in 42 Paesi tra cui Stati Uniti, Australia, Francia, Germania, Italia, India, Giappone e Israele, ma non il Regno Unito. Un funzionario direttamente coinvolto nei colloqui tra le due parti ha dichiarato che “gli Emirati non vogliono che i loro figli vengano radicalizzati sui campus“, ricevendo in risposta da parte britannica un richiamo all’importanza della libertà accademica.
Per Abu Dhabi, la Fratellanza Musulmana non è una semplice formazione politico-religiosa, ma una minaccia diretta alla stabilità statale. Gli Emirati da anni fanno pressione sui Paesi occidentali affinché il movimento venga formalmente bandito. Negli Stati Uniti, l’amministrazione Trump ha provveduto in tal senso nel novembre scorso; il premier britannico Keir Starmer ha confermato che la questione è attualmente “sotto stretta revisione”.
I dati confermano l’impatto della misura: i visti studenteschi rilasciati a cittadini emiratini per il Regno Unito sono scesi a 213 nell’anno conclusosi a settembre 2025, con un calo del 55% rispetto al picco del 2022 e del 27% rispetto all’anno precedente. In precedenza, nel 2023-24, gli studenti emiratini nel Regno Unito erano 8.535, con un aumento dell’87% rispetto al 2018. La riduzione dei finanziamenti era tuttavia già in atto prima della pubblicazione ufficiale della lista: le nuove domande venivano respinte, mentre gli studenti già iscritti continuavano a ricevere il sostegno economico. Fanno eccezione alcuni militari emiratini, per i quali le borse di studio nel Regno Unito sembrano essere mantenute, e le famiglie più abbienti che scelgono di finanziare autonomamente gli studi dei figli.
La notizia ha suscitato commenti anche negli Stati Uniti. Il vicepresidente JD Vance ha definito la vicenda “un titolo assolutamente folle”, aggiungendo su X che “alcuni dei nostri migliori alleati musulmani nel Golfo pensano che l’indottrinamento islamista in certe parti dell’Occidente sia troppo pericoloso”.
Il provvedimento va letto anche nel contesto del deterioramento complessivo dei rapporti diplomatici tra Londra e Abu Dhabi. Tra i fattori di tensione figurano la controversa offerta emiratina per l’acquisizione del quotidiano Daily Telegraph nel 2023, le accuse di corruzione che hanno coinvolto il Manchester City — club di proprietà emiratina — e le presunte responsabilità di Abu Dhabi nel sostegno alle Rapid Support Forces sudanesi, coinvolte nel conflitto interno al Sudan. Le borse di studio si configurano così come uno strumento di pressione diplomatica in una relazione bilaterale sempre più tesa. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
