Il ritorno di condizioni pienamente invernali sta interessando in queste ore gran parte del Centro-Nord Italia, con effetti particolarmente evidenti lungo la dorsale appenninica e sulle regioni settentrionali esposte ai venti di origine settentrionale. Il passaggio di un fronte freddo ha determinato un brusco calo delle temperature, precipitazioni diffuse e soprattutto una ventilazione intensa che, in diverse aree, ha raggiunto valori di forte criticità.
In Umbria la neve è tornata a imbiancare anche quote relativamente basse, con segnalazioni tra Castelluccio di Norcia e Colfiorito. Il peggioramento ha coinvolto anche la Liguria e la Lombardia, dove le raffiche hanno sfiorato i 130 chilometri orari. A Genova il vento ha causato numerosi interventi dei vigili del fuoco e il ferimento di una donna colpita da un ramo caduto. Disagi anche nei collegamenti aerei: un volo partito da Napoli e diretto nel capoluogo ligure è stato dirottato su Pisa a causa delle condizioni proibitive.
Particolarmente significativa la situazione in Lombardia, dove i sensori dell’Arpa hanno registrato a Canzo, nel Comasco, una raffica di 129,6 km/h nelle prime ore della mattinata. Valori elevati anche al passo dello Spluga, con medie sostenute e raffiche oltre i 100 km/h. Le autorità parlano di un episodio intenso ma non eccezionale per il territorio, raccomandando comunque prudenza negli spostamenti e nelle aree più esposte.
Il vento ha provocato interventi diffusi anche in Trentino, dove tra mercoledì sera e giovedì mattina si sono registrate decine di uscite per la messa in sicurezza di alberi, coperture e strutture temporanee. Raffiche fino a 118 km/h sono state rilevate al passo Manghen, mentre nevicate comprese tra 5 e 15 centimetri hanno interessato le aree montane, con accumuli maggiori oltre i 1.300 metri. Alcune strade provinciali sono state temporaneamente chiuse a causa della caduta di piante.
Sulla Liguria permane una situazione di burrasca forte, con venti oltre i 75 km/h lungo la costa e mare agitato, con onde fino a 4 metri registrate al largo della Spezia. Le condizioni resteranno instabili almeno fino alla prima parte di venerdì, con raffiche diffuse anche nell’entroterra.
Il dato più estremo arriva però dal Friuli-Venezia Giulia: sul Monte Rest, nel Pordenonese, è stata registrata una raffica di 216 km/h, picco massimo dell’evento. Sulla costa i venti hanno raggiunto i 100 km/h, mentre in pianura si sono attestati tra i 40 e i 70 km/h. Contestualmente, lo zero termico è sceso fino a 800 metri, confermando l’irruzione di aria fredda.
Disagi anche in Emilia-Romagna e Molise. A Ravenna sono stati chiusi parchi e cimiteri per motivi di sicurezza, mentre in Molise le forti folate hanno causato danni e criticità diffuse. Le previsioni indicano uno spostamento del maltempo verso le regioni meridionali, in particolare sul versante adriatico, con ulteriori nevicate lungo l’Appennino fino a quote comprese tra 400 e 600 metri. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
