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Eurodeputata Rima Hassan fermata a Parigi per “apologia di terrorismo”

L’eurodeputata franco-palestinese di La France Insoumise fermata nella capitale francese nell’ambito di un’indagine su un messaggio pubblicato sui social il 26 marzo scorso.
Credit © Facebook

L’eurodeputata franco-palestinese Rima Hassan, eletta con La France Insoumise, è stata fermata giovedì mattina a Parigi con l’accusa di apologia di terrorismo. Il provvedimento è stato eseguito nei locali del secondo distretto di polizia giudiziaria della capitale francese, nell’ambito di un’indagine condotta dal polo nazionale di lotta contro l’odio online della procura di Parigi.

Al centro della vicenda c’è un tweet pubblicato dalla parlamentare europea il 26 marzo scorso, nel quale faceva riferimento a Kōzō Okamoto, ex membro dell’Armata Rossa giapponese. Okamoto è stato condannato all’ergastolo per aver partecipato al massacro di 26 persone all’aeroporto internazionale Ben Gurion, in Israele, il 30 maggio 1972. In quell’occasione, insieme ad altri due membri del gruppo, aveva recuperato bagagli contenenti armi automatiche e aveva aperto il fuoco sui passeggeri presenti nello scalo.

Nel messaggio pubblicato su X, Hassan avrebbe citato Okamoto con le parole: “Ho dedicato la mia giovinezza alla causa palestinese. Finché ci sarà oppressione, la resistenza non sarà solo un diritto, ma un dovere”. A segnalare il contenuto alla procura di Parigi è stato il deputato del Rassemblement National Matthias Renault, che nel suo esposto ha sottolineato come la pubblicazione facesse “esplicito riferimento a un autore di attentato terroristico” senza alcuna presa di distanza o condanna.

Hassan ha cancellato il tweet dopo essere stata convocata dalla polizia. “È stata convocata in stato di fermo, il che è sorprendente visto che ha sempre risposto a tutte le convocazioni”, ha dichiarato una fonte interna a La France Insoumise.

Non è la prima volta che l’eurodeputata finisce nel mirino della giustizia per vicende legate alle sue dichiarazioni pubbliche. A dicembre 2024, l’Osservatorio Ebraico di Francia aveva presentato denuncia contro di lei sulla base di diverse pubblicazioni sui social network, tra cui un messaggio in cui evocava “la resistenza armata palestinese”, sostenendo che ogni franco-palestinese dovrebbe poter aderirvi in virtù del diritto all’autodeterminazione dei popoli riconosciuto dalle risoluzioni delle Nazioni Unite. Inoltre, a inizio marzo la parlamentare era comparsa davanti al tribunale di Strasburgo per un’accusa di ingiuria pubblica, dalla quale era stata assolta. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!