Il presidente russo Vladimir Putin ha lanciato un chiaro segnale all’Armenia: non esiste spazio per una doppia appartenenza tra l’Unione Europea e l’Unione Economica Eurasiatica. Il monito è arrivato a Mosca durante un incontro con il primo ministro armeno Nikol Pashinyan, in una fase di progressivo raffreddamento dei rapporti tra Erevan e il tradizionale alleato russo.
Pur dichiarandosi “assolutamente serena” rispetto alle ambizioni europee dell’Armenia, la leadership del Cremlino ha sottolineato l’incompatibilità strutturale tra i due sistemi economici. L’Unione Economica Eurasiatica, creata nel 2015 e guidata da Mosca, rappresenta infatti un mercato integrato con regole e standard differenti rispetto a quelli europei. Secondo Putin, l’adesione simultanea ai due blocchi è impraticabile, soprattutto sul piano doganale e normativo.
Le parole del presidente russo arrivano in un momento delicato per la politica estera armena. Negli ultimi anni Erevan ha intensificato i rapporti con Bruxelles e Washington, anche alla luce del ridimensionamento del ruolo russo nel Caucaso meridionale. La svolta si è accentuata dopo la crisi del Nagorno-Karabakh, conclusasi nel 2023 con il ritorno del controllo azero sulla regione contesa, evento che ha incrinato profondamente la fiducia armena nei confronti delle garanzie di sicurezza offerte da Mosca.
Il governo di Pashinyan ha avviato un progressivo disimpegno dalle strutture guidate dal Cremlino, sospendendo la partecipazione all’Organizzazione del Trattato di Sicurezza Collettiva e dichiarando apertamente l’obiettivo di un avvicinamento all’Unione Europea. Tuttavia, lo stesso premier ha riconosciuto i limiti di una scelta immediata, ammettendo che l’Armenia non può essere contemporaneamente membro di entrambi i sistemi, ma può per ora mantenere l’equilibrio tra appartenenza eurasiatica e cooperazione con l’Ue.
Sul tavolo restano anche questioni economiche cruciali. Mosca continua a garantire all’Armenia forniture energetiche a prezzi agevolati, un fattore che rappresenta una leva strategica non trascurabile nel contesto delle relazioni bilaterali. Parallelamente, il nuovo scenario regionale, segnato dall’accordo di pace con l’Azerbaigian e dalle prospettive di corridoi commerciali sostenuti dagli Stati Uniti, apre a Erevan opportunità alternative ma ancora incerte.
Il confronto tra Putin e Pashinyan evidenzia dunque un passaggio chiave per l’Armenia, sospesa tra la storica dipendenza da Mosca e la crescente attrazione verso l’Occidente. Una scelta che, più che ideologica, appare sempre più dettata da equilibri economici, sicurezza e nuove dinamiche geopolitiche. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
