Un nuovo elemento, definito potenzialmente decisivo, riporta al centro dell’attenzione giudiziaria e mediatica la strage di Erba dell’11 dicembre 2006. Nel corso della trasmissione “Le Iene”, su Italia 1, un’inchiesta firmata da Max Andreetta e Francesco Priano, in collaborazione con il giornalista Edoardo Montolli, propone una rilettura dei fatti sostenendo l’innocenza di Olindo Romano e Rosa Bazzi, condannati all’ergastolo per l’omicidio della vicina Raffaella Castagna, del figlioletto Youssef Marzouk di 2 anni, della nonna Paola Galli e della vicina Valeria Cherubini.
Al centro del servizio televisivo emerge quella che viene definita “prova della lavatrice”. Secondo quanto ricostruito dagli inviati, sarebbero stati recuperati i tabulati dei consumi elettrici dell’abitazione della coppia, che evidenzierebbero un incremento significativo a partire dalle 21.45 della sera del delitto. Un dato che, se confermato, aprirebbe a scenari alternativi rispetto alla ricostruzione processuale consolidata.
L’inchiesta ha inoltre previsto una verifica tecnica: utilizzando lo stesso modello di elettrodomestico in dotazione ai coniugi Romano-Bazzi, una lavatrice Rex priva di avvio programmato, gli autori del servizio hanno simulato un ciclo di lavaggio. Il risultato mostrerebbe come un’attivazione manuale produca un incremento dei consumi compatibile con quello registrato quella sera. Il punto cruciale, sottolineato nel servizio, è proprio questo: trattandosi di un modello senza programmazione automatica, “per avviare la lavatrice, sarebbe stata dunque necessaria una azione manuale”. Di conseguenza, qualcuno presente in casa avrebbe dovuto fisicamente premere il tasto di accensione.
A rafforzare la linea difensiva proposta dalla trasmissione contribuisce anche un altro elemento già noto ma ora riletto in chiave diversa: lo scontrino del McDonald’s, acquisito agli atti del processo, che riporta come orario le 21.45. Un dettaglio che, incrociato con i consumi elettrici, potrebbe contribuire a ridefinire la presenza o meno della coppia sulla scena del crimine in quel preciso arco temporale.
Non solo dati tecnici. Il servizio televisivo riporta anche nuove dichiarazioni testimoniali che collocherebbero Olindo Romano e Rosa Bazzi nel cortile di via Diaz già intorno alle 21.30. Una circostanza che troverebbe un precedente nelle parole di Carlo Castagna, padre di Raffaella, che in passato aveva dichiarato di aver visto Olindo proprio nel cortile di casa. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
