Dopo una prolungata fase dominata dall’anticiclone subtropicale africano, responsabile di temperature eccezionalmente elevate e condizioni di afa persistente, il quadro meteorologico sull’Italia è destinato a subire un cambiamento netto e potenzialmente critico a partire dai primi giorni di luglio. L’analisi dei principali modelli previsionali evidenzia infatti l’imminente cedimento del campo di alta pressione sotto l’azione di un impulso instabile di matrice nord-atlantica, destinato a favorire l’isolamento di una “goccia fredda” in quota sul bacino del Mediterraneo centrale.
A partire da mercoledì 1° luglio un nucleo di aria fredda in quota, con valori termici attorno a -15/-18°C a circa 500 hPa (circa 5500 metri), si isolerà dal flusso principale nord-atlantico dando origine a un cut-off depressionario. Questa configurazione, notoriamente difficile da prevedere nel dettaglio per via della sua dinamica autonoma e spesso caotica, rappresenta uno dei principali fattori di innesco di fenomeni convettivi violenti nel contesto mediterraneo.
Il contrasto termico tra l’aria fredda in quota e la massa d’aria estremamente calda e umida presente nei bassi strati – con temperature superficiali marine che raggiungono i 28-29°C e valori al suolo prossimi ai 40°C – determinerà un marcato incremento dell’energia potenziale convettiva (CAPE). Tale energia fungerà da carburante per lo sviluppo di imponenti celle temporalesche, capaci di evolvere in strutture organizzate come supercelle.
Rischio Grandine Grossa
Le regioni settentrionali saranno le prime a essere interessate dal peggioramento. In particolare, Alpi, Prealpi e alte pianure del Nord-Ovest e dell’alta Pianura Padana risultano attualmente le aree a maggiore probabilità di eventi severi tra il 1° e il 2 luglio. In queste zone si potranno verificare grandinate di grosse dimensioni, nubifragi con elevati ratei precipitativi e violente raffiche di vento discendente associate a fenomeni di downburst, con velocità potenzialmente superiori ai 90-100 km/h.
Successivamente, tra il 2 e il 4 luglio, il nucleo instabile tenderà a traslare verso le regioni centrali, andando a destabilizzare soprattutto il settore appenninico e il versante adriatico. Anche in queste aree sono attesi temporali localmente intensi, seppur con distribuzione irregolare, tipica delle configurazioni a goccia fredda.
Contestualmente al passaggio perturbato, si assisterà a un sensibile calo delle temperature, che torneranno su valori più prossimi alle medie climatologiche del periodo, ponendo fine alla fase di caldo estremo. Tuttavia, la transizione sarà caratterizzata da elevata energia atmosferica e quindi da un rischio concreto di eventi meteo intensi e localmente dannosi.
Le previsioni meteo vengono elaborate a partire dai dati forniti dai modelli internazionali ECMWF e GFS, successivamente verificati e interpretati dalla redazione di www.newsroomitalia.it - Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
