Spazio, un asteroide ha appena sfiorato la Terra: ce ne siamo accorti solo all’ultimo minuto

Questa volta era soltanto un piccolo visitatore cosmico, ma il dettaglio che inquieta gli astronomi non riguarda la distanza raggiunta: è il momento in cui lo abbiamo visto arrivare.

Un asteroide ha attraversato lo spazio intorno alla Terra arrivando molto più vicino rispetto alla fascia occupata dai satelliti geostazionari, ma la sua presenza è stata scoperta quando mancavano appena 14 ore al passaggio. Il corpo celeste, catalogato come 2026 SZ2, ha raggiunto la minima distanza dal nostro pianeta nella notte tra domenica 20 e lunedì 21 settembre, senza rappresentare un pericolo, ma mostrando ancora una volta quanto possa essere difficile individuare in anticipo gli oggetti cosmici di dimensioni ridotte.

Il passaggio a soli 14.800 chilometri dalla superficie

Il momento di massimo avvicinamento è stato registrato alle 23:19 italiane di domenica 20 settembre, quando 2026 SZ2 è transitato a circa 21.100 chilometri dal centro della Terra, equivalenti a poco meno di 14.800 chilometri dalla superficie. Si tratta di una distanza estremamente contenuta in termini astronomici, pari ad appena 0,055 volte la distanza media tra la Terra e la Luna.

Per avere un riferimento, i satelliti geostazionari impiegati per telecomunicazioni, trasmissioni televisive e osservazioni meteorologiche orbitano a circa 35.786 chilometri dalla superficie terrestre. L’asteroide è quindi passato molto più in basso rispetto a quella fascia orbitale, pur restando sopra le regioni maggiormente popolate da satelliti in orbita terrestre bassa.

Il corpo celeste viaggiava a una velocità relativa di circa 7,99 chilometri al secondo, vale a dire quasi 28.800 chilometri orari. Le rilevazioni del Center for Near-Earth Object Studies della NASA indicano un diametro stimato compreso tra 2,1 e 4,6 metri: dimensioni insufficienti per provocare conseguenze catastrofiche, poiché un oggetto simile, nell’eventualità di una collisione, verrebbe con ogni probabilità frammentato e in gran parte distrutto durante l’ingresso nell’atmosfera.

Individuato quando era ormai vicinissimo

2026 SZ2 è stato osservato per la prima volta alle 08:56 italiane del 20 settembre dal Mount Lemmon Survey, in Arizona, soltanto 14 ore e 23 minuti prima del massimo avvicinamento. Dopo la segnalazione iniziale è partita una rapida campagna internazionale di osservazione che ha coinvolto telescopi negli Stati Uniti, alle Hawaii, in Cina e nel Regno Unito, permettendo agli astronomi di ricostruirne la traiettoria attraverso 27 rilevazioni effettuate nell’arco di poco più di dodici ore.

L’asteroide appartiene alla classe Aten, che comprende oggetti con orbite capaci di avvicinarsi o intersecare quella terrestre. La scoperta tardiva non deve essere interpretata come il segnale di un pericolo mancato per poco, perché le sue dimensioni erano molto contenute e i calcoli hanno rapidamente escluso una collisione; mette però in evidenza il principale limite della sorveglianza planetaria, poiché gli oggetti più piccoli riflettono pochissima luce e possono diventare visibili soltanto quando si trovano già nelle immediate vicinanze della Terra.

Quello di 2026 SZ2 è stato il 118° passaggio conosciuto del 2026 entro una distanza lunare, a conferma di quanto questi incontri siano più frequenti di quanto normalmente percepito. La maggioranza avviene senza alcuna conseguenza, ma ogni nuovo avvistamento consente di perfezionare le tecniche utilizzate per individuare e seguire gli asteroidi potenzialmente più pericolosi. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!