Mentre a Milano si rafforzano i controlli per le nuove manifestazioni annunciate sui social, le indagini sulla pagina Instagram del Movimento 17 ottobre arrivano a un trentenne residente in provincia di Brescia, ritenuto il suo possibile fondatore e gestore. L’uomo è stato rintracciato nel capoluogo lombardo, nell’abitazione di un’amica, e accompagnato negli uffici della polizia per essere sentito, a una settimana dai disordini dopo i quali il profilo aveva cominciato a raccogliere adesioni e a rilanciare appuntamenti nelle piazze italiane. L’individuazione del presunto promotore è stata riportata anche dall’agenzia Adnkronos.
Il giovane viene descritto nelle prime ricostruzioni come un cittadino italiano di seconda generazione, vicino agli ambienti dell’attivismo pro Palestina e attivo come giornalista freelance. Tra le collaborazioni giornalistiche indicate figura quella con Il Fatto Quotidiano. Il profilo emerso comprende inoltre studi di geopolitica e un dottorato di ricerca: elementi biografici che accompagnano la notizia degli accertamenti, mentre resta da chiarire nel dettaglio quale ruolo abbia effettivamente svolto nella nascita e nella gestione dei canali del movimento.
Le attività della polizia hanno interessato sia Milano sia il Bresciano. Nel capoluogo lombardo è stata segnalata una perquisizione nell’appartamento dell’amica presso cui il trentenne è stato rintracciato; nella mattinata di sabato 24 ottobre, gli agenti della Digos di Brescia hanno effettuato un altro controllo nell’abitazione della famiglia, nell’area tra Mazzano e Gavardo. Durante le operazioni sarebbe stato trovato materiale informativo ritenuto di interesse investigativo, sul cui contenuto e significato non sono stati forniti ulteriori dettagli.
La pagina del Movimento 17 ottobre era comparsa dopo gli scontri del fine settimana precedente, affiancando alla presenza su Instagram un canale Telegram e annunciando una mobilitazione da ripetere ogni sabato. Gli appuntamenti inizialmente pubblicizzati riguardavano Milano, Bologna, Torino, Roma, Firenze, Padova, Bari e Genova. Nei messaggi pubblicati dal profilo, i gestori invitavano gli utenti a partecipare all’organizzazione delle proteste e presentavano la continuità delle iniziative come uno degli obiettivi del gruppo. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
