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Telescopio Hubble, caduta incontrollata sulla Terra: le stime della NASA su data e vittime che potrebbe causare

Il telescopio che ha rivoluzionato l’astronomia cadrà sulla Terra: ecco quando, dove potrebbe colpire e perché il rischio di vittime preoccupa la NASA.

Dopo oltre tre decenni di osservazioni scientifiche che hanno trasformato la nostra comprensione dell’universo, il Telescopio Spaziale Hubble si avvia lentamente verso la fine della sua missione. Secondo le ultime stime contenute nel rapporto Hubble Space Telescope and Swift Observatory Orbit Decay Study, redatto da un consorzio scientifico guidato dalla NASA, il telescopio dovrebbe rientrare nell’atmosfera terrestre in modo incontrollato intorno al 2033. Le simulazioni indicano tuttavia che, in presenza di particolari condizioni atmosferiche e solari, il rientro potrebbe avvenire già nel 2029. Al più tardi, la struttura orbitante non dovrebbe superare il 2040.

Hubble, lanciato nel 1990 e progettato per essere recuperato dallo Space Shuttle non dispone di un sistema autonomo per un rientro controllato. Questa condizione, un tempo considerata gestibile grazie alla presenza della flotta Shuttle, oggi pone una serie di sfide tecniche e di sicurezza. La NASA, notoriamente attenta a garantire il rientro sicuro di veicoli dismessi, utilizza normalmente come destinazione il cosiddetto Punto Nemo, un’area remota dell’Oceano Pacifico definita “cimitero spaziale”. Ma nel caso di Hubble, l’assenza di mezzi adatti al recupero rende impossibile un piano simile, lasciando il telescopio destinato a una lenta e incontrollata discesa orbitale.

Lo studio della NASA, realizzato con il contributo del Marshall Space Flight Center, dell’Aerospace Corporation, del Langley Research Center, di Amentum Technology, Jacobs Technology e dell’Università dell’Ontario Occidentale, ha tenuto conto di variabili critiche come la densità atmosferica e l’attività solare prevista nei prossimi anni. Quest’ultima è un fattore determinante per l’attrito esercitato sull’orbita: un aumento della temperatura e della densità degli strati superiori dell’atmosfera terrestre, causato da eventi geomagnetici, può accelerare il decadimento orbitale dei satelliti.

Il rischio associato al rientro di Hubble, benché basso in termini assoluti, ha suscitato l’attenzione degli esperti. I detriti che sopravvivranno all’ablazione atmosferica, stimati su una possibile traiettoria compresa tra 350 e 800 chilometri di impronta, potrebbero colpire aree popolate. Secondo le due simulazioni principali del rapporto, la probabilità di causare almeno una vittima varia da 1 su 31.000 se l’impatto avvenisse su zone remote dell’Oceano Pacifico meridionale, a 1 su 330 in caso di rientro lungo l’intera fascia orbitale inclinata di 28,5°. Quest’ultimo valore è trenta volte superiore alla soglia di rischio accettabile stabilita dallo standard NASA-STD-8719.14C, fissata a 1 su 10.000 per il pubblico.

Il caso peggiore ipotizzato nel rapporto riguarda una possibile caduta dei frammenti su aree densamente popolate come Macao, una delle regioni a più alta densità abitativa al mondo. In questo scenario limite, si ipotizzano da 3 a 4 vittime. Simulazioni su altre città asiatiche altamente urbanizzate, come Hong Kong e Singapore, indicano almeno una vittima in caso di impatto diretto.

Va ricordato, tuttavia, che il rischio reale rimane contenuto e le probabilità che i detriti colpiscano aree abitate sono relativamente basse, poiché il 70% della superficie terrestre è coperta da oceani. Ciò nonostante, il superamento della soglia di rischio definita come “accettabile” impone una valutazione accurata delle contromisure da adottare. In questo senso, gli autori dello studio raccomandano un costante monitoraggio dell’orbita di Hubble e, ove possibile, l’implementazione di strategie correttive per minimizzare i rischi per la popolazione.

Il telescopio Hubble ha segnato un’epoca nella storia dell’astronomia, offrendo immagini e dati che hanno rivoluzionato la nostra visione del cosmo. Ma la sua eredità scientifica non lo rende immune dalle leggi della fisica orbitale. Mentre il mondo continua a guardare le stelle, la Terra si prepara ad accogliere, con tutte le cautele del caso, il rientro di uno dei suoi più celebri emissari nello spazio. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!