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Referendum giustizia, il Sì avanza nei sondaggi e si avvicina al 60%

Il Sì cresce nei sondaggi sul referendum giustizia, ma il vero test sarà la partecipazione: basterà l’interesse mostrato oggi per trasformare il consenso in un voto decisivo?

A poco più di due mesi dalla chiamata alle urne per il referendum costituzionale sulla riforma della giustizia, l’orientamento dell’opinione pubblica sembra delinearsi con una certa chiarezza: secondo l’ultima Supermedia realizzata da YouTrend per Agi, i favorevoli alla separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri – fulcro del quesito referendario – superano la soglia del 50 per cento, attestandosi al 58,9 per cento. I contrari, invece, si fermano al 41,1 per cento.

Si tratta di un dato rilevante, che conferma e rafforza il trend già emerso nelle scorse settimane. Rispetto alla precedente rilevazione del 12 dicembre 2025, il fronte del Sì ha guadagnato 2,2 punti percentuali, esattamente quanto ha perso il fronte del No. Un movimento simmetrico che, al netto di ogni interpretazione politica, segnala una dinamica di opinione pubblica in evoluzione, con una crescita progressiva del consenso verso la proposta di modifica costituzionale. Ancora più marcato il divario se si guarda alla distanza temporale con il sondaggio di oltre un mese fa, quando il Sì si attestava al 56,1 per cento e il No al 43,9 per cento.

La riforma al centro del voto punta a intervenire su uno dei nodi storici del sistema giudiziario italiano: la distinzione delle carriere tra chi esercita la funzione giudicante e chi rappresenta l’accusa. Un tema che divide il dibattito politico e giuridico da decenni, e che con il referendum del 22 e 23 marzo entrerà direttamente nella disponibilità del corpo elettorale.

Tuttavia, resta un’incognita cruciale: la traduzione del consenso potenziale in partecipazione effettiva. Come insegna la storia referendaria italiana, l’affluenza alle urne rappresenta spesso un ostacolo determinante, specialmente quando si tratta di consultazioni su temi tecnici o percepiti come lontani dalla quotidianità dei cittadini. I dati dei sondaggi, per quanto indicativi, fotografano un clima d’opinione suscettibile di variazioni, influenzato dal dibattito pubblico, dall’informazione mediatica e dalle strategie delle forze politiche nelle settimane che precedono il voto.

Il dato politico, per ora, è che la riforma della giustizia sembra godere di un favore crescente. Ma tra i sondaggi e il risultato delle urne esiste spesso una distanza difficile da colmare. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!