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Meteo, NEVE in Pianura Padana (ma non per tutti): ecco le aree a rischio neve

L’Italia del Nord si prepara a un’ondata di maltempo invernale: la neve in pianura è possibile, ma tutto dipenderà da un fragile equilibrio tra freddo e umidità.

Tra giovedì 29 e venerdì 30 gennaio, la Pianura Padana potrebbe risvegliarsi sotto una coltre di neve, almeno in parte. Le condizioni sinottiche che si stanno configurando sullo scenario euro-mediterraneo sembrano infatti predisporre la nostra penisola, in particolare il settore nord-occidentale, a un episodio invernale classico, favorito da una dinamica atmosferica ben nota agli esperti: l’interazione tra un afflusso di aria fredda da nord-est e l’arrivo di umide correnti meridionali in risalita dal Mediterraneo.

In queste ore, le analisi modellistiche evidenziano una costante alimentazione di aria continentale di origine artico-continentale, incanalata lungo il versante padano dalla protezione orografica offerta dalle Alpi e dall’Appennino settentrionale. Questo cuscinetto freddo, ovvero uno strato di aria gelida stagnante nei bassi strati, costituisce l’elemento chiave per la genesi di nevicate a bassa quota, anche in piena pianura. Al contempo, in quota, si prevede un graduale rinforzo di correnti sud-occidentali, più miti e cariche di umidità, innescate dalla formazione di un minimo depressionario sul Golfo Ligure.

Il contrasto tra queste due masse d’aria potrebbe tradursi in precipitazioni diffuse e persistenti, favorite dalla formazione di un ciclone secondario, la cui traiettoria e profondità determineranno l’effettiva quota neve. Le ultime elaborazioni dei modelli numerici (ECMWF, ICON, GFS) convergono su una previsione piuttosto favorevole all’evento nevoso, in particolare sul Piemonte centro-orientale e sull’alta Lombardia occidentale. La dinamica del raffreddamento da evaporazione potrà inoltre favorire un ulteriore abbassamento della quota neve, specialmente nelle prime fasi del peggioramento.

Nel dettaglio, gli accumuli più consistenti sono attesi sull’arco alpino occidentale, dove sopra i 1000 metri si stimano punte superiori ai 50 cm, in particolare tra le valli cuneesi e torinesi. In pianura, tra Torino, Novara e Vercelli, si prevedono accumuli variabili tra i 10 e i 20 cm, mentre l’area metropolitana milanese potrebbe registrare tra i 5 e i 10 cm, con possibili fasi di neve bagnata o splatters più prossime al centro cittadino. Lungo il confine lombardo-emiliano e verso la bassa pianura, la previsione resta più incerta, in funzione della tenuta del cuscinetto freddo.

Più complessa la situazione sul Nord-Est, dove il richiamo mite da sud-est (scirocco) tenderà a erodere più rapidamente l’aria fredda nei bassi strati. Qui, in Veneto e Friuli Venezia Giulia, la neve potrà fare la sua comparsa soltanto nei fondovalle interni o nelle prime alture prealpine, assumendo forma mista o bagnata nei momenti di maggiore intensità precipitativa. In pianura prevalgono, al momento, scenari con precipitazioni piovose.

Per l’Appennino settentrionale, invece, si prevede una nevicata abbondante e continua, con la quota neve inizialmente attorno ai 400-600 metri, in calo durante i rovesci più intensi. Località come l’Abetone e il Cimone potrebbero ricevere oltre 40 cm di neve fresca in meno di 24 ore, con importanti implicazioni per la viabilità tra Liguria, Emilia-Romagna e Toscana. Sulle coste tirreniche, invece, le piogge potranno assumere carattere di rovescio intenso, con cumulati pluviometrici attesi tra i 40 e i 60 mm, soprattutto tra Genovese e Versilia.

Tuttavia, è bene ricordare che ci troviamo di fronte a una situazione a elevata sensibilità modellistica. Piccoli spostamenti del minimo depressionario potrebbero modificare radicalmente lo scenario: un minimo più meridionale comporterebbe un maggiore afflusso di aria fredda, favorendo la neve anche laddove oggi si prevede pioggia; al contrario, una traiettoria più settentrionale potrebbe anticipare l’ingresso di aria mite in quota, innalzando la quota neve in modo anche repentino. I radiosondaggi delle prossime 24-48 ore saranno decisivi per comprendere l’effettiva temperatura della colonna d’aria attorno ai 1500 metri (850 hPa), livello chiave per discriminare tra neve e pioggia.

In conclusione, la possibilità di vedere la neve in pianura è concreta, ma fortemente legata alla tenuta del cuscinetto freddo e alla traiettoria del minimo ligure. In un inverno finora avaro di episodi nevosi significativi, questo peggioramento rappresenta una delle prime vere occasioni per l’Italia settentrionale di ritrovare un paesaggio invernale autentico, almeno per qualche ora.

Le previsioni meteo vengono elaborate a partire dai dati forniti dai modelli internazionali ECMWF e GFS, successivamente verificati e interpretati dalla redazione di www.newsroomitalia.it - Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!