Roberta Bruzzone rompe il silenzio e lo fa senza mezzi termini, nel suo stile diretto e senza filtri. Ospite del podcast Burn Out di Selvaggia Lucarelli, la criminologa ha spiegato le vere ragioni che l’hanno spinta, due mesi fa, a lasciare Ore 14, il programma pomeridiano di Rai2 condotto da Milo Infante, dove era presenza fissa sia nel daytime che negli speciali serali.
Fino a oggi, Bruzzone aveva liquidato la questione parlando genericamente di “divergenze editoriali”, lasciando intendere che la decisione fosse legata a un nuovo percorso professionale. Ma nel corso dell’intervista ha scelto di andare oltre, rendendo pubblica una motivazione di natura personale che getta nuova luce sull’addio al talk di cronaca: la fine di un rapporto che lei considerava fraterno.
“Ho lasciato il programma perché è venuto meno il rapporto di amicizia con Milo Infante e di conseguenza tutto il resto“, ha dichiarato. “Io lo ritenevo un rapporto di amicizia importante. Per me Milo era veramente un fratello e ho fatto anche delle scelte di tipo professionale lo scorso anno proprio per non penalizzarlo, rimanendo quindi nel programma“.
Un legame umano, prima ancora che televisivo, che per la criminologa ha rappresentato un elemento fondamentale nel suo impegno con Ore 14. Ma, a quanto racconta, qualcosa si sarebbe incrinato nel tempo, fino a renderle evidente che quella dimensione non le apparteneva più. Bruzzone spiega che ha iniziato a notare un cambiamento nel modo in cui venivano gestiti i suoi interventi in trasmissione, come se il suo ruolo fosse stato ridotto a una rappresentazione caricaturale.
“Ho capito che qualcosa era cambiato, non da parte mia, ma che diciamo il mio ruolo in quella trasmissione cominciava ad essere qualcosa che non mi assomigliava più“, ha raccontato nel podcast. “Io non ho questa passione per arrabbiarmi a prescindere, però era diventato una sorta di marchio di fabbrica che mi veniva in qualche modo – non dico imposto – ma venivano create le condizioni perché questa parte mia un po’ felina emergesse in maniera, a volte, un po’ fuori dalle righe. Cosa che a me non piaceva più“.
Una riflessione amara, che rivela una delusione non solo professionale ma anche affettiva. Bruzzone ha messo in discussione il senso stesso della sua partecipazione a un format che, a suo dire, aveva progressivamente disegnato per lei un ruolo che non rispecchiava più la sua identità, trasformandola in un personaggio funzionale al dibattito televisivo, più che in una voce competente e rispettata del panorama criminologico.
Per ora, Milo Infante non ha replicato pubblicamente alle parole dell’ex collega. Ma la dichiarazione di Bruzzone – netta, sentita, priva di diplomazia – segna un punto fermo in una vicenda che finora era rimasta confinata nel campo delle ipotesi. E lascia intuire che, dietro le quinte della televisione, anche i rapporti più solidi possono incrinarsi sotto il peso della visibilità e delle logiche di palinsesto. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
