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Australian Open, Sinner eliminato da Djokovic: il serbo va a giocarsi il 25° Slam

Sinner lotta fino all’ultimo ma Djokovic, maestro dei grandi momenti, lo elimina in cinque set: ora per il serbo c’è Alcaraz e la caccia al record assoluto di Slam.
Credit © Supertennis

Si ferma sul più bello il cammino di Jannik Sinner agli Australian Open. Il sogno dell’azzurro di conquistare il tris in terra australiana si infrange contro l’esperienza e la solidità di Novak Djokovic, che a 38 anni dimostra ancora una volta perché è considerato uno dei più grandi tennisti di tutti i tempi. Dopo 4 ore e 9 minuti di battaglia ad altissima intensità, il serbo si impone al quinto set con il punteggio di 3-6, 6-3, 4-6, 6-4, 6-4, conquistando la sua 38ª finale Slam e mettendo nel mirino il 25° titolo Major, che lo porterebbe oltre Margaret Court nella classifica assoluta.

E pensare che l’inizio del match lasciava presagire tutt’altro. Un Sinner brillante, aggressivo, chirurgico al servizio e incisivo in risposta, sorprende Djokovic fin dai primi scambi: l’azzurro vola sul 3-0, tiene con sicurezza i propri turni e infila un secondo break a zero che lo spinge sul 5-2. In 38 minuti, l’altoatesino archivia il primo set 6-3, lasciando intendere di essere pronto a scalzare il re.

Ma Djokovic, si sa, è uno che non muore mai. Il secondo set è il manifesto della sua capacità di reazione: sale d’intensità, commette meno errori e approfitta di un piccolo calo di Sinner. Il break del 3-1 è il punto di svolta, consolidato da un gioco solido al servizio e da due ace che chiudono il set 6-3. Il terzo parziale è il più altalenante: Djokovic chiede anche un intervento medico per un fastidio allo stomaco, ma nonostante tutto tiene testa al ritmo di Sinner. Il numero 2 del seeding italiano ha un sussulto di orgoglio e riesce ad aggiudicarsi il set 6-4, sfruttando il secondo di tre set point sul servizio del serbo.

Il quarto set ricalca però lo scenario del secondo. Djokovic è chirurgico, mentre Sinner appare appannato, forse provato dalla tensione e dalla fatica. Un break in apertura lancia Nole, che resiste agli assalti dell’italiano nei game successivi e chiude ancora 6-4, portando tutto al set decisivo.

È nel quinto che si decide tutto. Sinner parte meglio, mantiene altissimo il rendimento al servizio (oltre il 90% dei punti conquistati nei propri turni), mentre Djokovic sembra arrancare. Ma quando conta di più, il serbo si trasforma. Rimonta da 15-40 in due occasioni cruciali, mentre Sinner spreca otto palle break nel set. Il punto di rottura arriva nel settimo gioco: Jannik perde il servizio ai vantaggi dopo aver ceduto alla pressione. Djokovic piazza poi una rimonta epica da 0-40 nel game successivo, annullando tre palle del controbreak e portandosi sul 5-3. L’italiano reagisce con orgoglio e accorcia sul 5-4, ma nel decimo gioco, nonostante una rimonta dal 40-15, commette due errori pesanti che gli costano il match.

Djokovic si guadagna così l’ennesima finale della sua carriera contro Carlos Alcaraz, in una sfida generazionale che promette scintille. Per Sinner resta l’amaro di un’occasione mancata, ma anche la consapevolezza di aver lottato alla pari con una leggenda. L’australiano 2026 non sarà l’edizione del suo terzo trionfo, ma il suo percorso rimane comunque un segnale fortissimo per il futuro del tennis azzurro. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!