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“Il super caccia franco tedesco è morto”: Berlino vuole entrare nel progetto GCAP di Italia, Giappone e Regno Unito

Berlino pronta a dire addio al caccia con Parigi: si profila un’alleanza con Roma, Londra e Tokyo. Il GCAP potrebbe diventare il vero volto dell’Europa della difesa.

Un’alleanza storica, quella tra Francia e Germania, si incrina sul terreno dell’industria della difesa. Il super caccia europeo di sesta generazione, il programma FCAS (Future Combat Air System), è ormai dato per spacciato da fonti diplomatiche di alto livello. Lo scrive Politico, citando funzionari vicini ai governi coinvolti: «Il progetto è morto. Manca solo l’annuncio ufficiale». Una frase che pesa come una sentenza su quello che era considerato il più ambizioso progetto militare transfrontaliero dell’Unione europea.

Nato nel 2017 per volontà dell’allora cancelliera Angela Merkel e del presidente Emmanuel Macron, il FCAS doveva rappresentare la svolta strategica dell’industria bellica continentale: un caccia stealth di sesta generazione, sviluppato da Dassault, Airbus e, dal 2021, dalla spagnola Indra, capace di operare come “sistema di sistemi”, integrando jet, droni, satelliti e sensori attraverso una rete digitale chiamata combat cloud. Ma dietro l’ideale di una difesa comune europea, si è presto consumato lo scontro fra due visioni industriali inconciliabili: quella francese, gelosa della leadership tecnologica di Dassault, e quella tedesca, che attraverso Airbus reclamava pari dignità nello sviluppo del velivolo. Il compromesso non è mai arrivato, mentre i ritardi e le tensioni aumentavano.

Nel frattempo, l’Italia, il Regno Unito ed il Giappone hanno lanciato il proprio progetto alternativo: il GCAP (Global Combat Air Programme). Una piattaforma innovativa e ben finanziata, su cui Roma — attraverso Leonardo — ha investito risorse, credibilità e una visione geopolitica di lungo periodo. È su questo sfondo che si inserisce il segnale, clamoroso, arrivato da Berlino: Friedrich Merz, leader della CDU e possibile prossimo Cancelliere, ha chiesto ufficialmente alla premier Giorgia Meloni l’accesso al consorzio GCAP. Una mossa che, se concretizzata, ridisegnerebbe gli equilibri della difesa europea e segnerebbe il tramonto definitivo del sogno franco-tedesco.

Per Macron sarebbe un colpo durissimo, proprio mentre la Francia si appresta a un periodo elettorale incerto e la sua leadership europea appare appannata. Per l’Italia, invece, si tratterebbe di un successo strategico e industriale, con importanti ricadute economiche e tecnologiche. Ma anche politico: l’intuizione del governo Meloni, inizialmente accolta con scetticismo da ampi settori della politica e dell’opinione pubblica, si rivelerebbe lungimirante. E a quel punto, forse, verrebbe chiesto conto a chi aveva bollato il GCAP come un progetto velleitario e isolazionista.

Il destino del super caccia europeo è quindi appeso a un filo, ma la partita più importante si sta già giocando altrove: nei cieli di un nuovo ordine aeronautico e militare, dove l’Italia, oggi, sembra avere il vento in poppa. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!