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La Spagna chiede di indagare TikTok, Meta e X: “L’impunità dei giganti deve finire”

La Spagna alza il muro contro le big tech e chiama la Procura a indagare sulla creazione di contenuti con l’AI. Una sfida che può ridisegnare in Europa i confini della responsabilità digitale.

Il governo spagnolo rompe gli indugi e apre uno scontro frontale con i colossi del web. Con un messaggio netto pubblicato su X, il premier Pedro Sanchez ha annunciato che il Consiglio dei ministri chiederà alla Procura di indagare su Meta, TikTok e X per la creazione e la diffusione di materiale pedopornografico generato tramite strumenti di intelligenza artificiale. Madrid intende invocare l’articolo 8 dello Statuto del Pubblico Ministero per fare piena luce sulle eventuali responsabilità delle piattaforme, non solo per la circolazione di contenuti illeciti ma anche per il possibile ruolo attivo delle loro tecnologie nella produzione di immagini e video che ritraggono abusi su minori.

“Queste piattaforme stanno attentando contro la salute mentale, la dignità e i diritti dei nostri figli e figlie“, ha dichiarato Sanchez, alzando il livello dello scontro politico e istituzionale. “Lo Stato non lo può consentire. L’impunità dei giganti deve finire“. Parole che segnano un cambio di passo nella strategia del governo spagnolo, deciso a non limitarsi alla sola rimozione dei contenuti ma a indagare le responsabilità strutturali degli algoritmi e degli strumenti di AI generativa messi a disposizione degli utenti.

Negli ultimi mesi il tema dell’uso distorto dell’intelligenza artificiale per produrre immagini pedopornografiche o per manipolare fotografie reali è esploso a livello globale. Proprio X era finita sotto accusa per l’utilizzo del suo chatbot Grok da parte di alcuni utenti, tanto da spingere la piattaforma a rafforzare le misure di sicurezza per impedire la creazione di immagini non consensuali. Ora però l’iniziativa spagnola mira a superare la dimensione reattiva e ad accertare eventuali responsabilità penali dirette.

L’offensiva giudiziaria si inserisce in una strategia più ampia di protezione dei minori online. Solo due settimane fa, Sanchez aveva annunciato l’intenzione di vietare l’accesso ai social media ai minori di 16 anni, citando i danni irreversibili alla salute mentale provocati dall’esposizione a contenuti inappropriati e discorsi d’odio. La Spagna punta così a ridefinire il perimetro della responsabilità delle piattaforme digitali, aprendo un fronte che potrebbe avere ripercussioni in tutta l’Unione europea.

Se la Procura dovesse ravvisare ipotesi di reato, per le big tech si profilerebbero sanzioni rilevanti e possibili restrizioni operative. Ma al di là degli esiti giudiziari, il messaggio politico è già chiaro: Madrid intende portare la battaglia sulla regolazione degli algoritmi e sull’uso dell’intelligenza artificiale a un livello di severità senza precedenti. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!