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Sea-Watch 5, il Tribunale di Catania revoca il fermo: “Presto torneremo nel Mediterraneo”

La ong tedesca potrà riprendere le operazioni di soccorso. Revocati i 15 giorni di fermo e la multa dopo il salvataggio di 18 migranti
Credit © SeaWatch.org

La Sea-Watch 5 può tornare in mare. Il Tribunale di Catania ha revocato il provvedimento di fermo di 15 giorni e la relativa multa che era stato emesso nei confronti della nave dell’ong tedesca dopo un’operazione di salvataggio lo scorso 25 gennaio. La decisione del giudice catanese rappresenta l’ultimo capitolo di una vicenda che ha visto contrapposti l’organizzazione umanitaria e le autorità italiane, rilanciando il dibattito politico sulle politiche migratorie e sul ruolo delle ong nel Mediterraneo.

Il salvataggio che aveva originato il provvedimento riguardava 18 persone, tra cui due bambini, soccorse in acque internazionali nella zona Sar libica. La nave era stata poi diretta al porto di Catania, assegnato come “porto sicuro” dalle autorità italiane. L’intervento era avvenuto in conformità con il diritto internazionale del mare, che impone obblighi di soccorso ai comandanti delle imbarcazioni in transito.

La sanzione comminata dalla autorità italiane era motivata dal fatto che la Sea-Watch 5 non avrebbe comunicato alle autorità libiche le posizioni di soccorso. Una scelta deliberata da parte dell’ong, come spiegato dalla stessa organizzazione sui propri canali social: la decisione di non coordinarsi con la Guardia costiera libica era dovuta alle “continue violazioni dei diritti umani” che caratterizzerebbero le operazioni di salvataggio gestite dalle autorità libiche.

La ong tedesca ha commentato con soddisfazione la decisione del Tribunale di Catania. “Presto torneremo nel Mediterraneo e saremo pronti a supportare le persone in transito“, ha comunicato l’organizzazione sui propri canali social, ribadendo la propria missione umanitaria nel Mediterraneo centrale, una delle rotte migratorie più pericolose al mondo.

Il provvedimento di fermo era stato emesso nell’ambito delle norme che regolano l’assegnazione dei porti e le operazioni di soccorso in mare, un tema che negli ultimi anni ha generate forti tensioni tra le ong, il governo italiano e l’Unione Europea. La Sea-Watch, in particolare, è stata al centro di numerose polemiche politiche, anche in passato, per le sue operazioni di salvataggio e la posizione critica verso le politiche migratorie europee.

Il procedimento giudiziario resta comunque aperto. Se per ora la nave potrà riprendere le attività di salvataggio, resta da definire definitivamente la posizione dell’organizzazione rispetto alle contestazioni sollevate dalle autorità italiane. La decisione del tribunale di sospendere il fermo è stata accolta con favore dalle organizzazioni umanitarie, mentre dal punto di vista politico ha già generato reazioni contrastanti. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!