Una espulsione di massa coronale (CME) partita dal Sole il 16 febbraio potrebbe sfiorare la Terra nella giornata di oggi, 19 febbraio. Secondo i modelli previsionali elaborati dalla NASA e dallo Space Weather Prediction Center della NOAA, l’impatto non è certo ma rientra tra gli scenari possibili. Nel caso in cui la nube di plasma colpisse la magnetosfera terrestre, gli effetti sarebbero contenuti e riconducibili a una tempesta geomagnetica di classe G1, il livello più basso nella scala di intensità.
Le espulsioni di massa coronale sono tra i fenomeni più energetici dell’attività solare: enormi bolle di gas ionizzato e campi magnetici vengono scagliate nello spazio interplanetario a velocità che possono superare i milioni di chilometri orari. Quando la traiettoria è diretta verso la Terra, l’interazione con il campo magnetico del pianeta può generare tempeste geomagnetiche, la cui intensità dipende dalla densità, dalla velocità del materiale espulso e dall’orientamento del campo magnetico trasportato dalla CME.
Nel caso specifico, le simulazioni indicano una probabilità di impatto marginale o parziale. Una tempesta di classe G1 è considerata debole: può determinare leggere fluttuazioni nella rete elettrica alle alte latitudini, piccoli disturbi nelle comunicazioni radio ad alta frequenza e lievi variazioni nell’orbita dei satelliti a causa dell’espansione dell’atmosfera superiore. Non sono attesi effetti significativi sulle infrastrutture o sulla vita quotidiana alle medie e basse latitudini.
L’aspetto più evidente e suggestivo di un simile evento resta la possibile intensificazione delle aurore polari. L’energia trasferita alla magnetosfera accelera particelle lungo le linee del campo magnetico terrestre, che precipitano nell’alta atmosfera e interagiscono con ossigeno e azoto, producendo le tipiche emissioni luminose verdi, rosse e violacee. In presenza di una tempesta G1, le aurore tendono a restare confinate alle regioni prossime ai poli, con una probabilità di osservazione maggiore nelle aree ad alta latitudine dell’emisfero nord e sud.
L’evoluzione della situazione dipenderà dall’effettiva traiettoria della nube e dall’orientamento del suo campo magnetico al momento dell’arrivo. I centri di monitoraggio del meteo spaziale continueranno a seguire in tempo reale i parametri del vento solare per aggiornare le previsioni. In questo caso, la Terra potrebbe essere solo sfiorata, con effetti limitati ma scientificamente rilevanti per comprendere meglio le dinamiche dell’interazione tra Sole e ambiente spaziale terrestre. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
