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Referendum sulla Giustizia, l’ultimo sondaggio è clamoroso: cambiano le intenzioni di voto

A meno di tre settimane dal voto, il sondaggio dell’Istituto Piepoli per Quotidiano Nazionale vede il “sì” avanzare al 54%, con i giovani tra i 25 e i 34 anni i più convinti.

A meno di tre settimane dal referendum costituzionale sulla separazione delle carriere in magistratura, fissato per il 29 e 30 marzo, il “sì” è nettamente in vantaggio sul “no”. Secondo il sondaggio dell’Istituto Piepoli per Quotidiano Nazionale, il fronte favorevole alla riforma raccoglie il 54% delle intenzioni di voto, contro il 46% di chi si oppone: un distacco di otto punti percentuali.

La rilevazione segna un ulteriore avanzamento rispetto al sondaggio precedente, con un’oscillazione di un punto a favore del “sì”. Il dato conferma una tendenza solida nonostante la campagna attiva dei sostenitori del “no”, impegnati nelle ultime settimane in un’intensa opera di convincimento degli elettori.

Sul fronte dell’affluenza, lo stesso sondaggio dell’Istituto Piepoli stima una partecipazione al voto del 46%, in aumento rispetto alla rilevazione precedente ma ancora inferiore alla soglia del 50%. Per questo referendum costituzionale non è previsto il quorum: la consultazione sarà valida indipendentemente dal numero di votanti. Tuttavia, una percentuale di partecipazione inferiore alla metà degli aventi diritto potrebbe alimentare critiche politiche sull’effettiva rappresentatività dell’esito.

Dall’analisi per fasce d’età emergono differenze significative. I giovani tra i 25 e i 34 anni si dichiarano i più convinti sostenitori della riforma: il 67% di loro voterà “sì”. La forbice si riduce invece tra gli over 54, dove la contesa appare sostanzialmente in equilibrio. In tutte le altre fasce anagrafiche, il “sì” mantiene comunque la prevalenza.

Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha ribadito il suo sostegno alla riforma in un incontro organizzato a Bari. “Da trent’anni questa riforma ce l’ho nel cuore e costituisce il coronamento di una vita non soltanto di magistrato ma di modesto giurista che su questo argomento ha scritto 6 libri”, ha dichiarato il Guardasigilli, intervistato dal direttore della Gazzetta del Mezzogiorno Mimmo Mazza. “Già dal 1995 ho detto basta: bisogna separare le carriere”, ha aggiunto Nordio, ricordando di aver affrontato il tema nel suo primo libro scritto proprio in quegli anni.

Il referendum riguarda la separazione netta tra la carriera dei magistrati giudicanti e quella dei pubblici ministeri, una riforma da decenni al centro del dibattito politico e giudiziario italiano. Il voto è previsto per domenica 29 e lunedì 30 marzo. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!