Moody’s rivede leggermente al ribasso le previsioni di crescita dell’Italia per il 2026, portandole da +0,8% a +0,7%, citando l’impatto del conflitto in Iran come principale fattore di incertezza. L’agenzia di rating sottolinea tuttavia che, nello scenario di base, il conflitto dovrebbe avere una durata relativamente limitata.
Sul fronte dell’inflazione, le tensioni geopolitiche hanno spinto Moody’s a rivedere al rialzo le stime per il 2025, che passano dall’1,8% al 2,1%. Per il 2027, l’agenzia stima una ripresa della crescita del PIL a +0,8%, con un’inflazione in calo al 2%.
La nota più positiva riguarda i conti pubblici: Moody’s riconosce che il graduale percorso di consolidamento di bilancio dell’Italia risulta “credibile e realizzabile”, un segnale di fiducia verso la politica fiscale del governo.
L’agenzia conferma i rating dell’Italia, con il giudizio a lungo termine dell’emittente fermo a Baa2 e outlook stabile. I punti di forza del paese includono le dimensioni rilevanti e la diversificazione dell’economia, una solida base di investitori nazionali e un quadro politico ancorato all’Unione Europea e all’area euro.
Tra i fattori di rischio, Moody’s segnala l’elevato debito pubblico, che limita la flessibilità fiscale, le prospettive di crescita moderate nel medio termine — penalizzate da dinamiche demografiche sfavorevoli e da una produttività debole — e l’alta sensibilità delle finanze pubbliche alle variazioni dei tassi di finanziamento.
Sul 2025, l’agenzia ricorda che la crescita del PIL reale si è attestata allo 0,5%, in calo rispetto allo 0,8% del 2024, riflettendo una domanda estera più debole e condizioni di finanziamento più restrittive, in parte compensate dalla tenuta della domanda interna. Moody’s segnala che gli sviluppi macroeconomici e fiscali sono stati complessivamente in linea con le attese espresse nella precedente azione di rating di novembre 2025. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
