Le opposizioni compatte chiedono che la presidente del Consiglio Giorgia Meloni si presenti in Parlamento per chiarire le prospettive dell’agenda di governo. La richiesta è stata formalizzata in una lettera indirizzata ai presidenti del Senato Ignazio La Russa e della Camera Lorenzo Fontana, firmata dai capigruppo di Italia Viva, Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra.
L’iniziativa è stata promossa dalle capigruppo di Italia Viva Raffaella Paita e Maria Elena Boschi e sottoscritta dai presidenti dei gruppi parlamentari di PD, M5S e AVS di entrambe le camere. La richiesta nasce in risposta a una serie di eventi che, secondo i firmatari, rendono necessario un chiarimento da parte dell’esecutivo.
I promotori citano tre fattori principali: l’esito del referendum costituzionale del 22 e 23 marzo, che ha bocciato la riforma della giustizia con il 53,24% dei voti contrari; le dimissioni del sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro, travolto dalle polemiche per i suoi legami societari con la figlia di un prestanome del clan Senese; e le successive uscite dal governo del capo di gabinetto del ministero della Giustizia Giusi Bartolozzi e della ministra del Turismo Daniela Santanchè, anch’essa finita nell’occhio del ciclone per le vicende giudiziarie legate alla sua società Visibilia.
“È del tutto evidente che i suddetti avvenimenti impongono chiarezza e una specifica assunzione di responsabilità nei confronti delle Camere e degli elettori circa le prospettive dell’agenda governativa”, si legge nella lettera inviata ai presidenti delle due assemblee legislative.
Il referendum sulla riforma Meloni-Nordio, che riguardava la separazione delle carriere tra magistrati giudicanti e requirenti e l’istituzione di una Corte disciplinare, si era concluso il 23 marzo con una vittoria netta del fronte del No, sostenuto dalle forze di opposizione. L’affluenza aveva raggiunto il 58,93%, record per un referendum confermativo su due giorni.
Le tre dimissioni si erano susseguite nel giro di poche ore dopo la sconfitta referendaria. Delmastro si era dimesso il 24 marzo, seguito a stretto giro da Bartolozzi, mentre Santanchè aveva rassegnato le proprie dimissioni il giorno successivo, il 25 marzo, dopo che la stessa Meloni aveva pubblicamente “auspicato” un suo passo indietro. Le opposizioni ora premono affinché la premier si presenti di persona in aula per riferire sulle future linee di indirizzo dell’esecutivo. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
