La presidente del Consiglio Giorgia Meloni è atterrata a Gedda, in Arabia Saudita, avviando una missione diplomatica accelerata nel Golfo Persico che la porterà a incontrare in due giorni i principali leader dell’area. Il programma prevede visite in Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Qatar, con al centro il dossier della sicurezza energetica in un momento di forte instabilità regionale.
La missione si inserisce nel contesto del conflitto in corso con l’Iran, avviato il 28 febbraio 2026, che ha quasi azzerato il traffico nello Stretto di Hormuz — arteria attraverso cui transita circa il 20-25% del petrolio mondiale. I bombardamenti iraniani hanno colpito anche l’impianto di Ras Laffan in Qatar, privando l’Italia di una fonte che garantiva il 10% del suo fabbisogno nazionale di gas.
Nelle settimane precedenti al viaggio nel Golfo, la premier aveva già moltiplicato i contatti diplomatici sul fronte energetico: una visita ad Algeri per assicurarsi la disponibilità dell’Algeria ad aumentare le forniture di gas, un incontro con l’amministratore delegato di Eni Claudio Descalzi, una riunione con i vertici dell’intelligence e i ministri Tajani e Crosetto focalizzata sull’approvvigionamento.
Sul piano multilaterale, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha partecipato in videoconferenza alla riunione della cosiddetta “Coalizione per Hormuz”, un consesso che ha raccolto l’adesione di oltre 40 Paesi e che è stato convocato dal Regno Unito per valutare misure politiche e diplomatiche per ripristinare la libertà di navigazione nello Stretto. “Assicurare il trasporto di fertilizzanti e altri beni umanitari attraverso lo Stretto di Hormuz è vitale”, ha dichiarato Tajani, ribadendo la disponibilità italiana a partecipare a iniziative multilaterali per garantire il passaggio sicuro delle navi, a condizione di un mandato delle Nazioni Unite e di un cessate il fuoco.
La stessa Meloni aveva chiarito la posizione italiana al primo ministro britannico Keir Starmer nel corso di una telefonata in cui entrambi hanno concordato “un costante coordinamento per iniziative volte alla de-escalation e a garanzia della sicurezza delle rotte commerciali nell’area”.
Sul fronte militare, l’Italia ha già dispiegato negli Emirati Arabi Uniti il sistema di difesa aerea Samp-T, il più avanzato in dotazione alle Forze armate italiane, in grado di intercettare aerei, droni e missili balistici tattici. La mossa ha richiesto una rimodulazione degli assetti militari nazionali ma ha rafforzato la partnership strategica con Abu Dhabi.
L’impatto economico della crisi preoccupa l’intera Eurozona: secondo le proiezioni della Banca Centrale Europea, negli scenari peggiori il PIL dell’area potrebbe perdere quasi un punto percentuale entro il 2027, mentre l’inflazione potrebbe salire di oltre 4 punti. Per l’Italia, particolarmente esposta per la sua dipendenza energetica, si stima un aggravio sulle bollette superiore ai 15 miliardi di euro. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
