Rifondazione Comunista apre al campo progressista. Il partito di Maurizio Acerbo ha scelto di compiere un passo verso il centrosinistra per provare a costruire un Fronte democratico comune contro le destre, con un documento approvato a stretta maggioranza (89 voti a favore, 80 contrari) dal Comitato politico svolto tra il 10 e il 12 aprile.
“Coerentemente con la nostra storia che non ci ha visto mai equiparare la destra fascista e leghista al centrosinistra anche nei momenti di più aspro conflitto — si legge nel testo — il Partito della Rifondazione Comunista propone alle forze sociali e politiche di opposizione al governo Meloni di lavorare per un Fronte democratico per la Costituzione che ponga le basi per una coalizione elettorale maggioritaria“.
Il partito ha però chiarito che “non si tratta di aderire a qualcosa di già costituito“, né di entrare nel cosiddetto «campo largo» o nel centrosinistra tout court. “Lo dimostra l’articolazione territoriale della nostra collocazione nelle elezioni amministrative”, hanno precisato i vertici di Rifondazione. L’obiettivo resta quello di “verificare la possibilità di un accordo che consenta di convergere nel comune obiettivo di sconfiggere la destra”, mantenendo tuttavia autonomia politica e programmatica.
Intanto, ieri e oggi, una delegazione di Rifondazione ha partecipato a Bruxelles all’ottavo congresso della Sinistra Europea, che ha segnato l’ingresso dei Lavoratori Belga (PTB). Al congresso erano presenti anche Jeremy Corbyn dalla Gran Bretagna e i Democratic Socialists of America. Walter Baier, del KPÖ austriaco, è stato riconfermato presidente, mentre nel segretariato è stata eletta la responsabile esteri di Rifondazione, Anna Camposampiero.
Dal congresso di Bruxelles arriva anche il rilancio di una manifestazione europea contro il riarmo, in programma il 14 giugno. «Le scelte della Commissione Europea e dei governi per il riarmo — ha sottolineato il segretario Acerbo — sono incompatibili con la difesa dello stato sociale. La manifestazione europea del 14 giugno a Bruxelles ‘Welfare not workfare’ sarà l’occasione per esprimere il no dei popoli al riarmo e alla guerra».
Il voto del Comitato politico segna un cambio di passo significativo per Rifondazione Comunista, che nelle ultime tornate elettorali ha mantenuto una posizione di relativo isolamento rispetto al centrosinistra. L’apertura di Acerbo — condizionata però al rispetto dell’autonomia del partito — punta a costruire le basi per un’alleanza elettorale maggioritaria alle prossime consultazioni nazionali. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
