Una fase di marcato maltempo di stampo tardo-invernale è pronta a interessare l’Italia, con caratteristiche decisamente anomale per la seconda metà di maggio. La causa va individuata nell’affondo di una perturbazione di origine nord-europea che, tra giovedì 14 e venerdì 15 maggio, scivolerà verso il bacino del Mediterraneo innescando una dinamica atmosferica particolarmente incisiva.
Già nel corso di giovedì 14 si osserveranno i primi effetti lungo l’arco alpino, dove le precipitazioni assumeranno carattere nevoso mediamente al di sopra dei 1400-1500 metri. Si tratterà tuttavia di una fase preparatoria rispetto a quanto atteso nella giornata successiva.
Venerdì 15 maggio rappresenterà il momento clou dell’evento: un fronte freddo di estrazione polare marittima, penetrando attraverso la Porta del Rodano, darà origine a una ciclogenesi sul Mar Ligure. Il conseguente approfondimento di un minimo depressionario favorirà l’ingresso di aria sensibilmente più fredda in quota e nei bassi strati, determinando un rapido calo delle temperature su gran parte del Paese.
In tale contesto, la quota neve è prevista in sensibile abbassamento fino a sfiorare i 1000 metri, valore decisamente rilevante per il periodo. Le nevicate interesseranno diffusamente tutte le Alpi, con particolare attenzione ai settori occidentali e centrali. In Piemonte e Valle d’Aosta sono attese precipitazioni abbondanti, con accumuli rilevanti soprattutto nelle aree di alta quota: a Breuil-Cervinia si prevedono fenomeni intensi e persistenti.
Coinvolta anche la Lombardia alpina, dove località come Livigno (SO) potranno registrare accumuli nell’ordine dei 10-15 cm già attorno ai 1400-1500 metri, con quantitativi in rapido aumento salendo di quota. Fenomeni diffusi sono attesi inoltre su Trentino-Alto Adige, Veneto e Friuli Venezia Giulia, con neve che tornerà a imbiancare i rilievi anche a quote relativamente basse per la stagione.
Nel corso dell’evento, che proseguirà anche nella giornata di sabato 16 maggio con rovesci nevosi e locali condizioni di bufera in alta montagna, gli accumuli complessivi potranno risultare molto consistenti: oltre i 2000 metri si stimano quantitativi superiori ai 50 cm di neve fresca, con picchi localmente maggiori nei settori più esposti alle correnti umide meridionali richiamate dal minimo ligure.
Si tratta dunque di un episodio meteorologico di rilievo, non solo per l’intensità delle precipitazioni ma soprattutto per le quote neve insolitamente basse nel contesto stagionale, configurandosi come una vera e propria irruzione fredda tardiva capace di riportare condizioni pienamente invernali su ampie porzioni dell’arco alpino.
Le previsioni meteo vengono elaborate a partire dai dati forniti dai modelli internazionali ECMWF e GFS, successivamente verificati e interpretati dalla redazione di www.newsroomitalia.it - Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
