Meteo, in arrivo ondata di Sabbia Sahariana: ecco le regioni più colpite

Una vasta nube di pulviscolo desertico raggiungerà l’Italia tra il 21 e 23 marzo, colorando i cieli e depositandosi con le piogge principalmente al Nord-Ovest e in Toscana.

Una nuova ondata di polvere sahariana è pronta a raggiungere l’Italia, sospinta dai caldi venti di Scirocco. Questo fenomeno meteo, ormai sempre più frequente, avvolgerà molte regioni in una coltre opaca, conferendo al cielo quella tipica sfumatura giallastra, segno distintivo delle incursioni di aria desertica sul Mediterraneo.

Si tratta di un evento significativo, particolarmente intenso, che si verificherà proprio durante il fine settimana, quando una vasta perturbazione atlantica interagirà con le masse d’aria cariche di pulviscolo provenienti dal Nord Africa. La configurazione meteorologica prevista nei prossimi giorni, caratterizzata dalla presenza di un insidioso e profondo ciclone sulla Penisola Iberica, sarà alla base di un costante richiamo di correnti calde dai quadranti meridionali direttamente dal deserto del Sahara.

Secondo gli ultimi aggiornamenti elaborati dal sistema Skiron dell’Università di Atene, le giornate clou per questo fenomeno saranno Venerdì 21 e soprattutto il fine settimana tra Sabato 22 e Domenica 23 Marzo. In questo periodo, il sopraggiungere di diversi fronti perturbati favorirà il depositarsi al suolo di tutto il pulviscolo presente in atmosfera, principalmente attraverso le precipitazioni che si preannunciano localmente anche molto intense.

Le regioni maggiormente interessate da questo particolare fenomeno saranno quelle del Nordovest italiano, in particolare Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia e Liguria, oltre alla Toscana. Proprio in queste zone sono attese le piogge più significative che, interagendo con le polveri in sospensione, causeranno la caratteristica ricaduta al suolo del materiale desertico. Un fenomeno che risulterà particolarmente evidente sulle superfici esposte, come automobili e mobili da giardino.

Le polveri sollevate dal Sahara non sono semplice sabbia, ma un complesso insieme di particelle finissime composte da sabbia, argilla, silicati e ossidi di ferro. Questi elementi possono restare sospesi in atmosfera per diversi giorni, percorrendo migliaia di chilometri prima di depositarsi al suolo. La loro dimensione microscopica consente infatti di mantenersi in sospensione per lungo tempo, trasportate dalle correnti fino alle nostre latitudini.

Al di là dell’impatto visivo, con cieli che assumeranno colorazioni giallognole o rossastre specialmente durante il tramonto, questo fenomeno comporta anche implicazioni ambientali significative. Da un lato, la composizione delle polveri sahariane arricchisce gli ecosistemi, poiché elementi come ferro e fosforo rappresentano una forma di fertilizzazione naturale per i suoli e per gli ambienti marini, contribuendo alla crescita della vegetazione e sostenendo le catene alimentari acquatiche.

D’altra parte, la presenza massiccia di queste polveri in sospensione determina un peggioramento della qualità dell’aria, con potenziali rischi per la salute, soprattutto per soggetti con patologie respiratorie preesistenti. Le concentrazioni di particolato atmosferico potrebbero infatti superare temporaneamente i limiti di sicurezza, specialmente nelle aree urbane già soggette a inquinamento.

Il fenomeno delle polveri sahariane, sebbene si manifesti ciclicamente, assume caratteristiche diverse a seconda dell’intensità e della traiettoria dei venti che le trasportano. In alcuni casi precedenti, come accaduto nel giugno del 2024, le concentrazioni di particolato hanno raggiunto valori estremamente elevati, con picchi di 270 microgrammi per metro cubo nelle regioni meridionali, portando a vere e proprie “piogge di sabbia” con il conseguente deposito di uno strato visibile su tutte le superfici esposte.

Per chi soffre di problemi respiratori, è consigliabile limitare le attività all’aperto durante i giorni di maggiore concentrazione, specialmente nelle ore più calde. Inoltre, se si possiede un’automobile, il suggerimento è di rimandare il lavaggio fino al termine di questo evento, per evitare di ritrovarsi con l’auto nuovamente sporca a causa delle “piogge sporche” che caratterizzano questi fenomeni. Il consiglio vale anche per chi ha in programma di stendere il bucato all’aperto, poiché i capi potrebbero macchiarsi a causa del deposito di queste particelle dal caratteristico colore rossastro.