Il cosiddetto “Bonus Tiroide 2026” non è una misura autonoma prevista da una norma specifica, ma rientra nel quadro delle tutele riconosciute dall’ordinamento a favore delle persone con patologie tiroidee gravi che comportano un’invalidità civile accertata e, nei casi più complessi, il riconoscimento dei benefici della Legge 104. Si tratta quindi di un insieme di strumenti economici, fiscali e lavorativi già disciplinati dalla normativa vigente e applicabili anche ai soggetti affetti da disfunzioni tiroidee invalidanti, qualora ne ricorrano i presupposti sanitari e amministrativi.
Le patologie della tiroide, infatti, possono determinare quadri clinici rilevanti sotto il profilo funzionale e lavorativo. Nei casi in cui la commissione medica accerti una riduzione della capacità lavorativa pari o superiore alle soglie previste per legge, il cittadino può accedere alle prestazioni economiche di invalidità civile erogate dall’INPS, oltre ai benefici connessi alla Legge 104 in presenza di handicap in situazione di gravità.
Per quanto riguarda gli importi, l’assegno mensile di assistenza spetta in caso di invalidità compresa tra il 74% e il 99% ed è pari a 286 euro per tredici mensilità. In presenza di invalidità totale al 100%, la pensione di inabilità può arrivare fino a 550 euro mensili, sempre per tredici mensilità, nei limiti dei requisiti reddituali previsti. Nei casi in cui sia accertata anche l’impossibilità di deambulare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore o l’incapacità di compiere gli atti quotidiani della vita, è riconosciuta l’indennità di accompagnamento, pari a 520,29 euro mensili, anch’essa corrisposta per tredici mensilità e indipendente dal reddito.
Accanto alle prestazioni economiche, il riconoscimento dell’handicap grave ai sensi della Legge 104 consente di accedere a permessi lavorativi retribuiti, congedi straordinari e ulteriori tutele in ambito professionale. Restano inoltre applicabili le detrazioni fiscali sulle spese sanitarie sostenute per cure, farmaci ed esami collegati alla patologia, nonché l’eventuale esenzione dal ticket sanitario, secondo la disciplina regionale e le condizioni cliniche certificate.
L’iter per ottenere le agevolazioni parte dalla certificazione medica introduttiva redatta da un medico del Servizio sanitario nazionale o convenzionato, che attesti la patologia e la relativa compromissione funzionale. La domanda di riconoscimento dell’invalidità civile e dell’eventuale handicap deve essere presentata all’INPS, esclusivamente in via telematica, direttamente tramite il portale dell’Istituto o con l’assistenza di un patronato. Segue la convocazione a visita da parte della Commissione medico-legale, incaricata di valutare la documentazione e accertare la percentuale di invalidità. Solo a seguito del verbale definitivo, in presenza dei requisiti sanitari e reddituali, l’INPS procede all’erogazione delle prestazioni spettanti.
In questo contesto, il “Bonus Tiroide 2026” rappresenta dunque una definizione giornalistica che riassume un pacchetto di misure già esistenti, applicabili anche alle patologie tiroidee gravi quando determinano una condizione di invalidità riconosciuta. Per verificare requisiti aggiornati, limiti reddituali e modalità operative è sempre opportuno consultare i canali ufficiali dell’INPS o rivolgersi a un consulente previdenziale qualificato. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
