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Referendum: Conte, Schlein, Bonelli e Fratoianni “Siamo pronti a governare l’Italia”

Il No alla riforma della giustizia vince con il 53,74% e un’affluenza record del 59%: Conte, Schlein e Fratoianni esultano e aprono alla costruzione dell’alternativa di governo per il 2027.

Il fronte del No festeggia con cautela ma con determinazione politica: il referendum costituzionale del 22 e 23 marzo 2026 sulla riforma della giustizia — incentrata sulla separazione delle carriere tra magistrati requirente e giudicante e sul riassetto dei Consigli Superiori della Magistratura — si è concluso con una netta sconfitta per il governo Meloni, con il 53,74% dei voti contrari contro il 46,26% dei favorevoli, su un’affluenza che ha sfiorato il 59%, ben oltre ogni previsione della vigilia.

I leader dell’opposizione non hanno atteso l’alba per trasformare il dato referendario in un manifesto politico proiettato verso le elezioni del 2027. Il presidente del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, è stato il primo a prendere la parola nella sede romana del partito, definendo l’esito del voto “un avviso di sfratto al governo, dopo quattro anni. Un segnale forte, politico”. Conte ha poi aperto ufficialmente alla prospettiva delle primarie di coalizione per la scelta del leader del centrosinistra, rivendicando il diritto del M5S di “interpretare questa nuova primavera” insieme alle altre forze progressiste.

La segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, ha accolto il risultato definendolo “una vittoria ancora più bella, perché partivamo da una sconfitta annunciata, invece abbiamo ribaltato quell’esito”. Schlein ha poi sottolineato come la fascia demografica tra i 18 e i 34 anni abbia votato No con il 61%, affermando che “i giovani hanno fatto la differenza”. La leader dem ha rivolto un appello alla mobilitazione permanente: “Restate mobilitati per costruire insieme, nei prossimi mesi, l’alternativa”. Sulla questione della leadership della coalizione e delle primarie, Schlein non ha escluso nulla: “Ho sempre detto che in caso di primarie sarei stata assolutamente disponibile. Discuteremo di tutto, modalità e tempi, insieme alle altre forze progressiste”.

Anche Nicola Fratoianni, co-portavoce di Alleanza Verdi Sinistra, ha letto il risultato referendario come un segnale di rottura con la stagione politica in corso: “Abbiamo visto crescere un’onda, hai voglia a dire che il risultato non è politico. È un dato clamoroso”. Fratoianni ha poi tracciato un solco netto per il futuro di governo dell’eventuale coalizione progressista: “La prima cosa da dire a Schlein e a Conte è che quando governeremo la Costituzione non cercheremo di cambiarla ma di applicarla. Da qui in avanti cambia la musica”. Il co-portavoce di AVS ha anche aggiunto che chi si era schierato per il Sì “ha commesso un errore clamoroso, nel merito e dal punto di vista politico”.

Nello stesso quadro di reazioni progressive si inseriscono anche le dichiarazioni di Angelo Bonelli, co-portavoce di AVS, che ha ringraziato “gli italiani e le italiane che con la loro straordinaria partecipazione e mobilitazione democratica hanno tutelato la Costituzione della Repubblica Italiana”, sottolineando come le forze di opposizione debbano ora “sentire la responsabilità di dare una prospettiva a questa grande mobilitazione, per dare a questo Paese un governo diverso rispetto a un governo di destra”.

Il dato dell’affluenza, attestatosi al 58,93%, rappresenta un risultato superiore a ogni proiezione. Firenze ha registrato il record assoluto di partecipazione con il 70% degli aventi diritto al voto, seguita da Milano con il 64,6% e Roma con il 62,56%. La distribuzione geografica del voto ha confermato una marcata divisione tra il Nord produttivo e il Sud: la Lombardia e il Veneto si sono distinti come le uniche grandi regioni dove il Sì ha prevalso, rispettivamente con il 53,56% e il 58,41%, mentre il No ha dominato in Campania (65,22%), Sicilia (60,98%), Toscana (58,16%) ed Emilia-Romagna (57,25%).

Il nodo centrale del dibattito post-referendario riguarda ora le modalità di costruzione dell’alternativa politica. Schlein parla di “maggioranza alternativa al governo già esistente” e di un percorso da costruire “con le forze della coalizione progressista”. Conte insiste sull’urgenza delle primarie “il prima possibile”, mentre Fratoianni chiede che al centro del programma comune vi sia l’attuazione della Costituzione, non la sua modifica. La vittoria del No inaugura dunque una fase di costruzione interna al centrosinistra che, nelle intenzioni dei suoi leader, dovrà tradursi in un’offerta politica credibile e competitiva in vista delle elezioni politiche del 2027. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!