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Conte e Schlein: “Siamo pronti se crolla tutto” La segretaria PD punta a Palazzo Chigi

Le opposizioni si mobilitano dopo le dimissioni di Delmastro e Bartolozzi. Schlein e Conte dichiarano di essere pronti a qualsiasi scenario elettorale.

Il campo progressista entra in modalità allerta. Mentre la maggioranza fa i conti con le dimissioni di Andrea Delmastro e Alessandra Bartolozzi e lo stallo sul caso Santanchè, Elly Schlein e Giuseppe Conte dichiarano apertamente di essere pronti a qualunque scenario, comprese le elezioni anticipate.

“In qualunque momento si voterà ci faremo trovare pronti”, ha dichiarato la segretaria del Partito Democratico in tv. “Ci metteremo d’accordo su programma e primarie, non partiamo da zero”, ha aggiunto, precisando che “oggi il punto non è quello: non cadiamo in un dibattito politicista”. Ma il confronto è già aperto.

Anche l’ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha confermato la propria disponibilità a partecipare alle primarie del centrosinistra, una mossa che ha spostato l’attenzione — con irritazione di alcuni dirigenti dem — dalle difficoltà del governo alla questione della leadership. Nicola Fratoianni di Alleanza Verdi e Sinistra ha sottolineato che “i ragazzi non ci hanno chiesto come scegliete il leader, ma se alzate gli stipendi, se dite no alla guerra”.

Sul caso Santanchè, dem e Italia Viva hanno annunciato in coro la presentazione di una mozione di sfiducia. “Dimissioni necessarie, ora manca solo lei”, ha commentato Conte. Matteo Renzi ha attaccato direttamente la premier: “Un leader si dimette, un’influencer fa dimettere i suoi sottosegretari”. E ha aggiunto: “Quando si perde un referendum costituzionale in questo modo, la botta si sente. E giorno dopo giorno la ferita cresce. Non finisce qui”.

Schlein ha accusato Meloni di aver “guidato in modo aggressivo una campagna elettorale delegittimando costantemente la magistratura”, e ha definito Delmastro e Bartolozzi “capri espiatori facili di una sconfitta che è tutta di Giorgia Meloni”, rivendicando che la premier avrebbe dovuto pretenderne le dimissioni già in precedenza.

Sul fronte delle primarie, permangono divergenze sui tempi: il Pd le vorrebbe in autunno, il Movimento 5 Stelle nel 2027, a ridosso delle elezioni. Tra i papabili ci sono Schlein e Conte — con un sondaggio che dà quest’ultimo favorito nel confronto diretto — mentre Silvia Salis e Gaetano Manfredi si sono già sfilati. In campo si lanciano anche Ernesto Maria Ruffini e il Progetto civico di Alessandro Onorato. Molto dipenderà dall’evoluzione della legge elettorale. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!