Un acceso scambio sui social tra Giuseppe Conte e Carlo Calenda riaccende le tensioni interne all’opposizione italiana, questa volta sul tema della spesa militare. Al centro del dibattito, l’annuncio che l’Italia ha superato la soglia del 2% del Pil per la difesa, ottenendo il riconoscimento del segretario generale della Nato, Mark Rutte.
È stato il leader del Movimento 5 Stelle a lanciare la polemica con un post pubblicato su X. Conte ha sottolineato che l’Italia ha raggiunto quota 45 miliardi di euro in investimenti per la difesa, con un aumento di 12 miliardi in un solo anno, e ha criticato la traiettoria del governo Meloni: “E ora si corre verso il 5% firmato da Meloni su spinta di Trump”, ha scritto, accusando la presidente del Consiglio di aver ottenuto un riconoscimento dalla Nato proprio per aver aumentato drasticamente le spese militari.
Dopo giorni difficili per il Governo arriva un riconoscimento per Meloni: è quello di Rutte della Nato per aver superato in un solo anno il 2% del Pil sulle spese militari e in difesa. Ben 45 miliardi, con aumenti di 12 miliardi in un anno. E ora si corre verso il 5% firmato da… pic.twitter.com/SFhYlMlLQF
— Giuseppe Conte (@GiuseppeConteIT) March 27, 2026
La risposta di Carlo Calenda è arrivata puntuale, sempre via X, con toni tutt’altro che concilianti. Il leader di Azione ha contestato nel merito le affermazioni di Conte, definendo la situazione una “cosmesi contabile”, e ha ricordato che l’obiettivo del 2% era stato confermato dallo stesso Conte durante la sua esperienza a Palazzo Chigi: “Ti ricordo poi che l’obiettivo del 2% è stato da te confermato quando eri Presidente del Consiglio e scodinzolavi dietro Trump. Questo post mostra chiaramente perché sei del tutto inadatto a ridiventarlo”, ha scritto Calenda.
Magari. Avremmo bisogno di una difesa più forte e moderna. In realtà è una cosmesi contabile. Ti ricordo poi che l’obiettivo del 2 % è stato da te confermato quando eri Presidente del Consiglio e scodinzolavi dietro Trump. Questo post mostra chiaramente perché sei del tutto… https://t.co/oYyKrkxB8e
— Carlo Calenda (@CarloCalenda) March 27, 2026
Lo scambio mette in evidenza una frattura strutturale all’interno del centrosinistra. L’impegno al 2% del Pil per la difesa è un obiettivo assunto dall’Italia in sede Nato da anni e confermato da governi di diverso colore politico, incluso quello guidato da Conte. Tuttavia, il modo in cui raggiungerlo e la prospettiva di spingersi oltre quella soglia restano tra i punti più divisivi, sia nel dibattito politico generale che all’interno del campo progressista. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
