La missione Artemis II entra nella sua fase decisiva. Dopo le verifiche iniziali e una serie di manovre orbitali, la capsula Orion si prepara a compiere l’operazione chiave del secondo giorno di volo: l’iniezione translunare, il momento in cui il veicolo abbandonerà definitivamente l’orbita terrestre per dirigersi nello spazio profondo. La manovra è programmata a 25 ore e 37 minuti dal lancio, alle 20:12 EDT, corrispondenti alle 02:12 in Italia.
Fino a questo momento, le attività della missione si sono concentrate sulla preparazione di questa fase critica. Subito dopo il decollo, Orion ha eseguito diverse accensioni dei motori per stabilizzarsi nell’orbita corretta, mentre il centro di controllo della NASA e l’equipaggio hanno condotto test approfonditi su tutti i sistemi di bordo. L’obiettivo è garantire che ogni componente sia perfettamente operativo prima di affrontare il viaggio nello spazio profondo, dove eventuali anomalie diventano molto più difficili da gestire.
La manovra di iniezione translunare rappresenta il vero punto di svolta della missione. Se tutti i parametri resteranno nominali, Orion accenderà i suoi motori per poco più di sei minuti mentre attraversa il punto più basso della sua orbita terrestre. Questa accensione incrementerà la velocità della navicella di circa 1.400 chilometri orari, permettendole di superare l’influenza gravitazionale terrestre e imboccare la traiettoria verso la Luna. Il profilo di volo scelto è quello del cosiddetto “rientro libero”, una soluzione che consente alla capsula di tornare automaticamente verso la Terra anche in caso di problemi, sfruttando esclusivamente la dinamica gravitazionale.
Durante tutta la manovra, i controllori di volo monitoreranno in tempo reale le prestazioni dei motori, i sistemi di guida e i dati di navigazione, verificando che la traiettoria resti perfettamente allineata con quella pianificata. La precisione in questa fase è fondamentale: anche piccole deviazioni potrebbero compromettere il corretto svolgimento del viaggio verso la Luna.
Se l’iniezione translunare avverrà senza criticità, l’equipaggio inizierà un viaggio di circa quattro giorni verso il nostro satellite. Il momento più significativo è atteso per lunedì 6 aprile, quando Orion effettuerà il sorvolo lunare. In quell’occasione, gli astronauti potrebbero raggiungere una distanza dalla Terra superiore a quella mai registrata prima da esseri umani, superando il primato stabilito nel 1970 durante la missione Apollo 13. Il passaggio ravvicinato porterà la capsula a una distanza dalla superficie lunare compresa tra 6.400 e 9.600 chilometri.
Dopo il flyby, la missione entrerà nella fase di rientro. Gli astronauti trascorreranno gli ultimi giorni di volo sulla traiettoria di ritorno verso la Terra, fino all’ammaraggio previsto per il 10 aprile nell’Oceano Pacifico, al largo di San Diego. Artemis II rappresenta un passaggio cruciale nel programma di esplorazione lunare della NASA, ponendo le basi per il ritorno umano sulla superficie della Luna nelle missioni successive. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
